Un terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito l’Indonesia orientale, con epicentro al largo dell’isola di Flores, nei pressi di Ende. Il sisma, avvenuto nelle prime ore del mattino locale, ha provocato almeno venti morti e danni a edifici e infrastrutture, mentre inizialmente è stata diramata un’allerta tsunami che ha spinto centinaia di persone a lasciare le zone costiere.
L’epicentro è stato localizzato a circa 68 chilometri dalla città di Ende, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale. In un primo momento le autorità hanno avvertito della possibilità di onde di tsunami comprese tra 0,5 e 3 metri, invitando i residenti delle aree costiere di Flores a spostarsi rapidamente verso zone più elevate.
Secondo le indicazioni diffuse dalla BNPB, i cittadini avrebbero dovuto allontanarsi dalla costa e raggiungere l’entroterra o le colline, restando a distanza di sicurezza dal mare. A Maumere, sull’isola di Flores, e nella reggenza di Nagekeo, numerose persone sono state viste evacuare l’area, mentre in diverse immagini trasmesse dalla televisione locale comparivano anche edifici danneggiati.
In un aggiornamento successivo, l’agenzia meteorologica e geofisica indonesiana ha revocato l’allerta tsunami, precisando però di continuare a monitorare il livello del mare. Nelle ore successive al sisma sono state registrate anche decine di scosse di assestamento, la più forte delle quali di magnitudo 6,1.
Il bilancio delle vittime resta provvisorio ma, oltre ai morti, i soccorritori hanno segnalato abitazioni crollate e strade danneggiate. In alcune aree frane e cedimenti della viabilità hanno complicato gli interventi e isolato diversi centri.
Il vasto arcipelago indonesiano è tra le aree più esposte al rischio sismico e vulcanico per la sua posizione lungo la Cintura di fuoco del Pacifico. Flores era già stata colpita in passato da un forte terremoto, mentre altri eventi distruttivi hanno segnato la storia recente del Paese.