Dolly Parton è morta all’età di 80 anni il 25 agosto 2026. La notizia della scomparsa della cantante, cantautrice e attrice è stata annunciata dal nipote Brian Seaver in un video pubblicato sui social: “È morta in pace”.
Tra i volti più amati della musica americana, Parton ha attraversato decenni di storia dello spettacolo con brani diventati simbolo del country e oltre, da Jolene a 9 to 5, fino a I Will Always Love You. La sua voce e la sua immagine hanno segnato generazioni diverse, trasformandola in un’icona capace di unire ironia, libertà e successo popolare.
Nel corso della carriera Parton ha firmato oltre 3.000 canzoni ed è stata interpretata da artisti come Tina Turner, Norah Jones, i White Stripes, Merle Haggard, RuPaul e Whitney Houston. È stata anche autrice, con un romanzo pubblicato nel 2022 insieme a James Patterson, oltre che imprenditrice e filantropa.
La sua storia personale, dall’infanzia povera sui monti Appalachi all’ascesa come star internazionale, è entrata nell’immaginario collettivo anche grazie a brani come Coat of Many Colors, My Tennessee Mountain Home e Here You Come Again. Parton ha vinto 10 Grammy e l’Oscar umanitario Jean Hersholt, assegnato nel 2026.
Negli ultimi tempi la cantante aveva dovuto cancellare alcuni impegni pubblici, compresa una residenza al Caesar’s Palace di Las Vegas e, più di recente, un evento a Dollywood, il suo parco a tema in Tennessee. La morte è avvenuta a Nashville, dopo un anno segnato da problemi di salute non specificati.
Parton era stata sposata con Carl Dean, morto nel marzo 2025 dopo sessant’anni di vita insieme. Nel racconto della sua parabola artistica resta anche il segno di un personaggio costruito con intelligenza e consapevolezza, capace di giocare con gli stereotipi del country e di trasformarli in un linguaggio personale e riconoscibile.