È morto a 87 anni Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri ai Giochi di Roma 1960. Dopo un periodo di malattia, si è spento in una clinica torinese. Berruti lascia la moglie Silvia. I funerali si svolgeranno in forma privata.
Nato a Torino il 19 maggio 1939, Berruti si avvicinò all’atletica nel 1955 al liceo Cavour, dove emerse presto come il più veloce dell’istituto. Inizialmente sperava di poter dedicarsi al tennis, frequentando il centro sportivo della Lancia, ma i risultati nelle gare di velocità lo convinsero a continuare con l’atletica.
La svolta arrivò il 3 settembre 1960, allo Stadio Olimpico di Roma. In semifinale corse in 20.5, eguagliando il primato mondiale, per poi vincere la finale con lo stesso tempo davanti allo statunitense Lester Carney e al francese del Senegal Abdou Seye. Con quel successo diventò il primo velocista europeo a conquistare l’oro olimpico nei 200 metri.
Quella vittoria gli valse anche un riconoscimento economico dal Coni e un’auto Fiat 500 donata dalla casa automobilistica torinese. Quattro anni dopo, ai Giochi di Tokyo, corse ancora la stessa distanza chiudendo quinto in 20.83, primo degli europei, nella gara vinta dall’americano Henry Carr.
Dopo la carriera agonistica lavorò nel mondo della comunicazione. Nel 2006 fu inoltre uno degli otto italiani portatori della bandiera olimpica alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Torino. Il suo nome è presente su una targa della Walk of Fame dello sport italiano a Roma.
La scomparsa di Berruti ha suscitato cordoglio nel mondo dello sport. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio lo ha definito un campione “inarrivabile” e ha disposto le bandiere a mezz’asta nella sede dell’ente al Foro Italico, invitando inoltre a osservare un minuto di silenzio nelle competizioni dei prossimi giorni. Marcell Jacobs, impegnato agli Europei di atletica a Birmingham, ha annunciato che correrà per lui.