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I permessi necessari per costruire una piscina interrata 

Una piscina interrata è sempre sinonimo di eleganza e lusso e non solo abbellisce il giardino ma permette anche di avere sempre a disposizione una zona di rilassamento dove poter cenare, prendere il sole, organizzare feste, riposarsi ed oziare come e quando si preferisce.

Vuoi costruire anche tu una bellissima piscina interrata nel tuo giardino? Quello che devi sapere è che occorrono dei permessi particolari per farlo. Non si tratta di nulla di complicato, è un iter che migliaia di persone fanno ogni anno: tuttavia, dovendo cominciare gli scavi per la costruzione della piscina, bisogna domandare al Comune un permesso.

A questo punto inizia la confusine: che tipo di permessi sono richiesti per costruire una piscina interrata? Come si può fare? La soluzione è in questo articolo. Vi guideremo alla scoperta di tutti gli step che dovete affrontare per poter richiedere i permessi per la costruzione di una piscina interrata e scoprirete che è tutto molto più semplice di quanto non sembri. In più bisogna considerare che molto spesso le stesse aziende che si occupano di costruzione di piscine accompagnano i loro utenti nella scelta del modello migliore ma anche nell’iter dei permessi richiesti. Ecco come si costruisce una piscina interrata.

Comunicare al Comune l’intento di costruire

Se volete una piscina interrata pronta per l’estate è bene muoversi con qualche momento di anticipo non solo per scegliere fra i vari preventivi, ma anche per comunicare al comune la volontà di edificare la piscina. Infatti è necessario rivolgersi all’ufficio tecnico del Comune per valutare se esistono dei vincoli paesaggistici o delle norme nel piano regolatore che impediscano l’edificazione della piscina interrata. Infatti possono esserci delle zone vincolate che non consentono di costruire senza l’autorizzazione paesaggistica, vale a dire alcuni limiti che possono riguarda la forma, la dimensione, la profondità della piscina.

L’autorizzazione paesaggistica va effettuata solamente se la costruzione della piscina interrata avviene dentro le zone a vincolo paesaggistico o storico ed architettonico. Si tratta di una autorizzazione rilasciata dalla Sovrintendenza.

Quindi è molto importante parlare con l’ufficio tecnico che può stabilire quali siano i regolamenti in vigore, ad esempio in alcuni casi sono posti dei limiti alle dimensioni delle vasche oppure nelle zone rurali non è consentito edificare una piscina interrata.

Come muoversi quindi?

 Tipi di permessi per la piscina interrata

I permessi che possono dover essere chiesti per la costruzione di una piscina interrata in genere sono due: la DIA ed il Permesso di Costruzione. Cerchiamo di capire di che cosa si tratta. La DIA, o denuncia di inizio attività, è una comunicazione che bisogna presentare se la piscina viene edificata su un terreno che è di tua proprietà (quindi se la piscina interrata è pertinenziale, come si dice in gergo tecnico) e se la superficie non è maggiore del 20% del volume dell’edificio.

La DIA viene presentata dal professionista o dal geometra nel comune dove si intende costruire la piscina interrata.

Per la DIA vale il principio del silenzio assenso: il che significa che, se si presenta la domanda, il Comune ha 30 giorni di tempo per negare il permesso. Se invece entro i 30 giorni il Comune non nega il permesso si potrà liberamente costruire la piscina interrata senza problemi.

Il costo della DIA consiste nella parcella del tecnico che la presenta e qualche decina di euro di spesa di segreteria.

Il permesso a costruire dal 2019 è obbligatorio, secondo una sentenza della Cassazione molto recente infatti quando si costruisce una piscina interrata si crea una nuova volumetria che è a tutti gli effetti anche una costruzione.

Il permesso a costruire consiste in un rilascio preventivo che bisogna realizzare prima di costruire la piscina interrata.