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Basi della SEO: come migliorare il tuo sito mobile

Mi presento, sono Egidio Imbrogno e mi occupo di Consulenza SEO a Milano. Oggi vorrei parlare delle strategie o meglio, delle pratiche SEO e ringrazio initonline.it per avermi offerto questo fantastico spazio.

Le pratiche SEO hanno l’obiettivo di migliorare e ottimizzare il piazzamento sui motori di ricerca dei contenuti web. Rispetto ad una decina di anni fa però c’è una sostanziale differenza: ormai non utilizziamo Internet semplicemente a casa, in ufficio o comunque in un luogo preposto. Oggi infatti consultiamo Internet ovunque. Come? Ovviamente grazie ai dispositivi mobile. Che sia grazie alla sempre più capillare rete Wi-Fi o con l’attivazione dei dati 3G a pagamento, abbiamo la possibilità di aprire della pagine online in ogni momento della giornata e in ogni luogo nel quale capitiamo. Tornando all’argomentazione iniziale e principale di questo articolo, quali sono le principali differenze tra un SEO per dispositivo fisso ed uno per apparecchio mobile? Ci riproponiamo di fare una panoramica per inquadrare l’argomento.

Innanzitutto è bene fugare un dubbio o meglio sfatare un falso mito ricorrente: l’utilizzo di Internet sul mobile non è una prerogativa solo dei “giovani” ma è un fenomeno ormai trasversale che riguarda tutte la fasce di età e le tipologie di lavoro. Tutti consultano Internet da mobile. Anzi, non sempre ma molto spesso, è più il tempo che le persone trascorrono sul web utilizzando il proprio cellulare che quello che decidono di spendere seduti davanti ad un pc a navigare da sito in sito. In questo senso anche la diffusione a macchia d’olio di social network come Facebook e Twitter hanno contribuito ad alimentare una consultazione di Internet tramite mobile.

Ma di cosa stiamo parlando esattamente quando utilizziamo la parola “Mobile”? Ci riferiamo ovviamente alla categoria più o meno allargata degli smarthphone che comprende dunque tutti quelli apparecchi che utilizzano un sistema operativo di tipo Android, I-Phone e Windows Phone. Salvo piccole eccezioni dunque, tutti i telefoni cellulari di ultime generazione che potete adocchiare guardarvi un po’ attorno. E’ bene precisare che da questa disamina escludiamo invece i cosiddetti “tablet”, che fanno quasi categoria a sé e meriterebbero un discorso a parte, dal momento che tutto sommato si avvicinano più al formato del pc. I mobile ai quali ci riferiamo invece sono vincolati alla condizione di mostrare contenuti in HTML5 e hanno un orientamento predefinito in verticale (laddove ad esempio il tablet può alternare un layout in verticale ed uno in orizzontale).

Se la SEO è già di per sé una pratica fondamentale per chiunque voglia dare maggiore visibilità sul web ai proprio contenuti, capirete bene quanto una SEO applicata strettamente ai dispositivi mobile sia tutt’altro che un vezzo bensì – per certi versi – qualcosa di ancora più importante della sua controparte su pc, dal momento che la quasi totalità della società 2.0 sfoglia ogni giorno pagine e pagine dal proprio cellulare. Se quindi da un lato è importante che il vostro sito sia user-friendly anche da mobile (ovvero pensato per quel tipo di consultazione su schermo piccolo e scorrimento verticale) e altrettanto importante che i contenuti che producete siano ben piazzati sui motori di ricerca da mobile.

Come fare? Occorre fare attenzione al rapporto tra URL e HTML attraverso, fondamentalmente, tre diverse metodologie che mirino ad implementare un sito web facendo sì che quest’ultimo sia visualizzabile su schermi di ogni tipo e dimensione.

La prima è un responsive web design. In questo caso c’è lo stesso codice HTML in corrispondenza dell’URL ma in grado di rispondere in maniera diversa a seconda del dispositivo dell’utente. Di adatta insomma; ed è il modello consigliato dallo stesso Google. Poi c’è la pubblicazione dinamica: cambia l’HTML ma si adegua all’utente tenendo conto dei parametri rilevati dal server. L’ultima è quella degli URL separati: HTML diversi e URL distinti ma con una configurazione che rimanda alla pagina appropriata.

Tra le tre opzioni, quella migliore (e suggerita anche da Google) è la prima, ovvero avere un design “responsivo”.