Due morti nel depuratore comunale di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, durante un intervento di soccorso. Le vittime sono Davide Anselmo, operaio di 45 anni, e Francesco Bulgarella, soccorritore del 118. La tragedia è avvenuta nel complesso della Tonnara del Secco.
Secondo una prima ricostruzione, Anselmo si sarebbe sentito male mentre si trovava all’interno dell’impianto. A lanciare l’allarme sarebbe stato un collega. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, che hanno recuperato l’operaio dall’interno della struttura e lo hanno portato all’esterno.
Durante le manovre di rianimazione, Bulgarella, impegnato nel massaggio cardiaco, si è accasciato a terra perdendo conoscenza. Anche per lui i tentativi di soccorso sono stati vani. In zona, oltre ai sanitari del 118 e ai vigili del fuoco, è intervenuta anche una dottoressa della guardia medica.
Sulle cause delle due morti restano aperti gli accertamenti. Per Anselmo l’ipotesi iniziale è quella di un malore provocato dalle esalazioni dell’impianto, ma tra le possibili concause vengono valutate anche le alte temperature registrate in quel momento. Per Bulgarella, il responsabile del 118 di Palermo e Trapani, Fabio Genco, ha riferito che il dipendente della Seus non sarebbe mai entrato nei locali dell’impianto e ha escluso, al momento, che il decesso sia dipeso dalle esalazioni provenienti dalla struttura.
La tragedia ha scosso l’intero sistema dell’emergenza-urgenza siciliano. Riccardo Castro, presidente di Seus, ha parlato di un lutto che colpisce al cuore la grande famiglia del 118, ricordando la dedizione professionale del soccorritore morto durante l’intervento. Anche Genco ha espresso vicinanza ai familiari delle due vittime.
Il depuratore di San Vito Lo Capo era già finito sotto sequestro nel giugno 2016, quando la Procura di Trapani dispose il provvedimento nell’ambito di un’inchiesta per presunto inquinamento delle acque marine. L’impianto, installato nel 2010, secondo gli accertamenti della Capitaneria di porto non sarebbe mai stato collaudato, mentre l’Arpa aveva più volte certificato anomalie nel sistema di depurazione.
Nel 2016 il Comune di San Vito Lo Capo aveva comunque affidato a una ditta privata la manutenzione dell’impianto. La Procura di Trapani aveva aperto un’indagine per accertare se il malfunzionamento del sistema avesse causato l’inquinamento delle acque marine della zona.