La Turchia ha annunciato un mandato di arresto internazionale nei confronti del premier israeliano Benyamin Netanyahu nell’ambito dell’inchiesta legata alla Flotilla per Gaza. A comunicarlo è stato il ministro della Giustizia turco Akin Gurlek, che ha collegato il provvedimento all’intercettazione della Sumud Flotilla e alla detenzione degli attivisti da parte delle forze israeliane lo scorso maggio.
Nel caso, Ankara contesta a Netanyahu il reato di genocidio in relazione agli eventi legati alla Flotilla. In una nota ripresa dai media turchi, il ministero della Giustizia ha inoltre chiesto al ministero dell’Interno l’emissione di una red notice per l’arresto internazionale del premier israeliano.
La Turchia ha inserito nel procedimento anche altre accuse, tra cui crimini contro l’umanità, privazione aggravata della libertà, aggressione e percosse, tortura, distruzione di proprietà, saccheggio aggravato e dirottamento di mezzi di trasporto.
Secondo quanto riferito da Ankara, a maggio circa 430 membri dell’equipaggio di cinquanta imbarcazioni intercettate dall’esercito israeliano nel Mediterraneo, a ovest di Cipro, furono portati in Israele, detenuti nel carcere di Ktziot e poi deportati. La vicenda aveva già provocato forti reazioni internazionali, anche dopo la diffusione di un video da parte del ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, in cui compariva tra gli attivisti fermati costretti in ginocchio e con le mani legate.