La Germania conferma che le espulsioni verso l’Italia di persone arrivate in territorio tedesco passando dal nostro Paese andranno avanti. Berlino, intanto, si dice sorpresa dall’agitazione italiana sulla ripresa delle misure legate al regolamento di Dublino, tema tornato al centro del dibattito europeo dopo la crisi di Ceuta.
Un portavoce del ministero dell’Interno tedesco ha spiegato che Italia e Germania collaborano da tempo sulla gestione dei flussi migratori e sull’attuazione del sistema comune di asilo. Per Berlino, gli accordi bilaterali chiusi nell’autunno 2025 con Italia e Grecia avevano già chiarito che le norme di Dublino sarebbero tornate pienamente applicabili con l’entrata in vigore del nuovo sistema europeo comune di asilo.
La linea tedesca prevede dunque che le espulsioni riguardino i casi successivi all’entrata in vigore del sistema. Sui dossier precedenti, invece, il ministero si è limitato a rinviare a ulteriori verifiche prima di fornire una risposta definitiva.
Il dossier migratorio resta intrecciato alle tensioni aperte dalla crisi di Ceuta. In Europa il tema ha ripreso forza nelle ultime ore, mentre Madrid e Rabat cercano di rafforzare i controlli per evitare un nuovo assalto alle enclave spagnole in Marocco.
Nel frattempo, la premier danese Mette Frederiksen ha rilanciato una linea di massima rigidità. La leader socialdemocratica ha detto che la Danimarca è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere e, in ultima istanza, a chiuderle completamente se dovesse arrivare una nuova emergenza migratoria. Frederiksen ha definito «inquietanti» le immagini provenienti dal Marocco e ha ribadito che una politica migratoria severa è essenziale per la Danimarca e per l’Europa.
Sul fronte italiano, Antonio Tajani e Matteo Piantedosi hanno chiesto che nella redistribuzione dei cosiddetti «dublinanti» venga considerata anche la componente rappresentata dalle navi delle ong di soccorso in mare battenti bandiera tedesca che hanno fatto sbarcare migranti in Italia. I due ministri hanno insistito sulla necessità di una soluzione di equilibrio e Piantedosi ha parlato di una discussione serena e proficua con i colleghi tedeschi.
Tajani ha inoltre replicato alle critiche del collega spagnolo José Manuel Albares sulla vicenda Ceuta, rivendicando che l’Italia tutela soltanto il proprio interesse territoriale. La sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna, ha spiegato il ministro degli Esteri, resterà in vigore almeno fino al 15 agosto.
La tensione resta alta anche in Marocco, che ha rafforzato la sicurezza delle proprie frontiere dopo la diffusione di una campagna sui social media che incita a una nuova migrazione di massa verso Melilla. Rabat ha rivolto un appello ai giovani a non lasciarsi influenzare da inviti «sospetti e fuorvianti» che potrebbero mettere a rischio le loro vite.