Francia, Germania, Italia e Regno Unito chiedono a Israele di fermare gli insediamenti in Cisgiordania

Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno chiesto a Israele di bloccare l’espansione degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, definendo inaccettabile la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell’ambito del progetto E1.

Nella dichiarazione congiunta, i quattro Paesi avvertono che l’insediamento E1 rischia di compromettere la prospettiva della soluzione a due Stati, creando una frattura nella Cisgiordania e mettendo a rischio la continuità territoriale dei Territori palestinesi.

La presa di posizione arriva mentre sul fronte iraniano Donald Trump ha annunciato una nuova linea di “guerra economica” contro Teheran, parlando di “D-Day” e avvertendo che chi farà affari con l’Iran dovrà affrontare conseguenze economiche “tremende”.

Il presidente statunitense ha invitato anche gli alleati a schierarsi con Washington, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent è atteso lunedì a una conferenza stampa per illustrare la stretta americana. Bessent ha parlato della volontà di “far collassare il regime” e ha ipotizzato nuove misure per isolare l’Iran.

Da Teheran è arrivata una replica dura. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito le minacce di Trump una politica fallimentare e ha sostenuto che il “D-Day economico” servirebbe solo a distogliere l’attenzione dalla crisi interna degli Stati Uniti. Araghchi ha accusato inoltre Washington di ricorrere al “terrorismo economico”.

Nella partita si inserisce anche la Cina, indicata come un attore decisivo perché acquista la gran parte del petrolio iraniano. Pechino ha reagito con cautela alle minacce americane, limitandosi a osservare che il ricorso a sanzioni e pressioni non aiuta a risolvere il problema.