Fulvio Lucisano è morto a 98 anni. La notizia è stata data dalla figlia Paola, che insieme alla sorella Federica ha raccolto l’eredità artistica del produttore romano, con un messaggio semplice: “Riposa in pace papà”.
Nato a Roma nel 1928, Lucisano ha attraversato oltre settant’anni di cinema italiano. Ha mosso i primi passi alla fine degli anni Quaranta all’Istituto Luce, dedicandosi inizialmente alla produzione documentaristica. Nel 1958 fondò la Italian International Film, la IIF, destinata a diventare una delle realtà più importanti e longeve del settore.
Nel corso della sua carriera ha prodotto oltre 130 film, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo del cinema popolare e d’autore. Tra i titoli più noti figurano Ricomincio da tre, Tre tigri contro tre tigri, Aragosta a colazione, Il grande cocomero e Fantozzi – Il ritorno. Repubblica ricorda anche il suo passaggio al lungometraggio con I quattro del getto tonante, nel 1955.
Lucisano è stato presidente dell’Anica dal 1998 al 2001. La sua casa di produzione si è poi affermata anche nel settore televisivo, con titoli come Mina Settembre, a partire dal 2004.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato della scomparsa di “uno dei grandi artefici del cinema italiano”, sottolineando un modo di fare cinema fondato su passione, intuito e coraggio. Anche i dipendenti del Gruppo Lucisano lo hanno ricordato come “una presenza, una guida, un esempio”, salutandolo con un lungo messaggio di affetto e riconoscenza.
Nel 2018, in occasione del suo novantesimo compleanno, Laura Delli Colli ne aveva raccontato la storia nel volume Fulvio Lucisano, sotto il segno del cinema.