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  il processo dell'apprendimento; e si potrebbe continuare questa lista a lungo.

Dall'altro lato, ancora in numerose realtà, i colleghi di altre discipline, a partire da quelli di materie affini, quali ad esempio gli insegnanti di lingua italiana a studenti madrelingua nella scuola italiana, impostano il lavoro su uno studio fondato prevalentemente sull'acquisizione dei contenuti attraverso un approccio di tipo tradizionale, creando dannose difformità metodologiche e disorientamento nei discenti. La grammatica in un contesto di tipo tradizionale d'insegnamento delle lingue offre un supporto insostituibile ed esclusivo al docente, mentre oggi l'approccio alla grammatica deve essere impostato nell'ambito di un'educazione linguistica di tipo multisillabico, senza negare con ciò l'importanza di questo aspetto dell'insegnamento. In altri termini occorre che l'insegnante faccia attenzione a dosare la grammatica in modo da non poggiare troppo, o troppo poco, il percorso didattico su questa componente.

Occorre che non si lasci tentare da impostazioni didattiche basate su un utilizzo esclusivo della modalità sinistra del cervello e che promuova in via prioritaria l'acquisizione. Rimane il problema di come sostituire questa sorta di coperta di Linus dell'insegnante che è la grammatica: tanti docenti vedono nella razionalità dello sviluppo del sillabo grammaticale, nel suo evolversi in modo certo (anche se sostanzialmente mai fondato su teorie come quella dell'ordine naturale) un modo per affrontare coerentemente il percorso didattico mantenendo il proprio ruolo di guida del percorso educativo. Una riflessione sul ruolo del docente porta a sottolineare che oggigiorno l'asse si è spostato dal docente ai discenti, la centralità dei quali è ormai affermata e accettata; il docente ha perso il proprio ruolo di fautore dell'apprendimento, egli può favorirlo e facilitarlo, guidarlo in parte, ma deve accettare il fatto che non tutto è controllabile e che lo studente deve essere messo di fronte a proposte che possano attivare anche quelle capacità subconscie, che tanto ruolo giocano nell'agevolare l'acquisizione. In sostanza il ruolo di controllo sull'intero processo di apprendimento linguistico determinato dall'insegnamento della grammatica viene a scemare.





Renato Guttuso,
Natura morta con
il drappo rosso,

1942
  Un ruolo sicuramente interessante può essere assegnato alla metalingua come strumento per incentivare l'autonomia dello studente in quanto un'acquisizione di questa terminologia apre la strada alla fruizione di innumerevoli testi di consultazione. Posto su un piano puramente del prodotto, cioè dei termini metalinguistici appresi, il discorso scade nella banalità, invece il percorso che conduce ad appropriarsi di tali termini e successivamente a impiegarli suscita un certo interesse perché fondato sullo sviluppo di abilità cognitive che concorrono a migliorare le strategie di apprendimento degli studenti, come le capacità di creare e organizzare categorie, di generalizzare, di astrarre, ecc.

Insegnanti e studenti
Si è cercato di portare l'attenzione sul problema della qualità dell'insegnamento grammaticale e sulla necessità di non considerare qualità la quantità. In parte a causa di una preparazione avuta da studenti basata sugli atteggiamenti propri dei metodi formalistici, gli insegnanti a volte tendono ancor oggi a preferire a un approccio fondato sull'idea della grammatica dell'uso una grammatica di tipo descrittivo, il cui insegnamento prevede, quale compito precipuo del docente, l'illustrazione di tutti gli aspetti del sistema morfosintattico della lingua. In generale, riflettendo sulle abilità cognitive e i meccanismi neuropsicologici che lo studio della grammatica sollecita, è possibile affermare, senza approfondire la questione, che un approccio di tipo tradizionale porta ad attivare in particolare la modalità sinistra del cervello, quella preposta all'analisi. Questo è esattamente quanto l'approccio didattico della maggioranza dei sistemi educativi ha promosso nel tempo per l'apprendimento non solo delle lingue, ma anche delle altre discipline, cosicché lo studente abituato fin da piccolo a esercitare questo tipo di capacità intellettive e a misurare i propri successi scolastici in base allo sviluppo delle potenzialità dell'emisfero sinistro, non trova discrepanze metodologiche nell'affrontare lo studio delle lingue straniere attraverso percorsi fondati sullo studio descrittivo della grammatica. Così, da un lato gli studenti faticano a cogliere la validità di approcci proposti da insegnanti che lavorano intensamente sul metodo di studio; che promuovono lo sviluppo delle abilità linguistiche; che considerano la dimensione comunicativa dello studio della lingua; che sono portati ad attivare e a educare all'uso di entrambe le modalità del cervello, anche grazie al tipo di materiali didattici a disposizione; che cercano di promuovere l'acquisizione al pari dell'apprendimento; che applicano strategie di tipo induttivo e non soltanto deduttivo; che propongono e pretendono uno studio e un ripasso, domestico o in classe, costante e diluito nel tempo non concentrato in un'unica sessione prima delle verifiche; che tendono a valutare non solo il prodotto (la verifica), ma anche

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