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I materiali
Di conseguenza l’analisi del materiale che si utilizza (libro di testo o altro) porta a un quesito fondamentale riguardante l’approccio alla grammatica scelto dagli autori: è opportuno rendersi conto se il libro di testo utilizzato permetta di procedere a un insegnamento che privilegia l’acquisizione naturale della lingua e utilizza la riflessione grammaticale come momento di apprendimento razionale da impiegare soprattutto in chiave di monitoraggio del processo dell’imparare.
La grammatica è solo uno degli strumenti per giungere alla competenza comunicativa, non è il fine dell'apprendimento linguistico; sorge, quindi, la necessità di chiarirsi in merito a quali siano gli altri mezzi o perlomeno i principali cui si deve prestare un’attenzione sistematica e che si affiancheranno alla grammatica in un moderno approccio multisillabico.
Tuttavia, se ci si ferma a questo primo momento di riflessione in cui sono identificabili due dei termini della questione e cioè l’esistenza di una competenza data dalla grammatica, definita spesso competenza
linguistica e un altro tipo di competenza, detta competenza comunicativa, il rischio
è quello di non cogliere appieno la portata
del problema.
La domanda è: quanta e quale grammatica proporre?
La maggior parte dei test disegnati per la certificazione dei livelli di conoscenza per
le lingue moderne non è basato sul grado
di competenza linguistica, né sul livello di competenza comunicativa. La rilevazione avviene attraverso altri parametri.
In un’espressione difficilmente traducibile in italiano: sui livelli di proficiency vagamente:
competenza, conoscenza, abilità, ecc.
Tra le priorità didattiche che si impongono all'attenzione del docente vi è la necessità di considerare con molta attenzione il livello
di input grammaticale e il modo di proporre la grammatica a seconda dei livelli di conoscenza linguistica degli studenti, ma anche
a seconda dei bisogni dei nostri studenti.
Ciò che conta non è quanta grammatica conoscono gli studenti, ma la qualità della grammatica che conoscono, qualità data dall’essenzialità delle conoscenze a seconda del livello e dal modo in cui è avvenuto l’apprendimento, dove l'essenzialità è determinata dalle strutture necessarie per compiere gli atti comunicativi che si realizzano nelle situazioni in cui si vengono a trovare gli studenti.
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 Marino Marini, Pomona, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts, 1941. |
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Grammatica pedagogica ed essenziale
Nella glottodidattica moderna non trova spazio l'atteggiamento che molti adulti hanno conosciuto affrontando lo studio delle
lingue classiche, e purtroppo anche delle
lingue moderne, cioè l'analisi del più ampio numero di aspetti morfosintattici arricchiti da eccezioni e controeccezioni alle regole,
con scarsa o nessuna attenzione prestata alla dimensione d'uso delle lingua.
Lo studio delle regole rimaneva un esercizio formale, non era il bisogno di apprendimento dello studente dettato dalle sue esigenze comunicative a imprimere i ritmi e le scelte della didattica, ma al contrario l'insegnante proponeva un programma al cui centro stava la progressiva descrizione delle regole morfosintattiche.
I ritmi e le modalità di apprendimento dello studente non erano presi in considerazione, non vi era spazio per le considerazioni d'obbligo sulle capacità di assimilazione dell'input da parte dello studente.
Così, tutto l'input sostenibile veniva distribuito in maniera quasi esclusiva e univoca
sulla grammatica e non si prendevano in considerazione gli altri aspetti dell'educazione linguistica.
L'elasticità insita nel concetto di grammatica pedagogica, invece, permette di calibrare l'intervento didattico in base ai bisogni dello studente, alle sue caratteristiche, all'uso
della lingua che non è dato solo dalla somma delle regole di grammatica.
Alcuni dubbi e perplessità assalgono spesso l'insegnante di lingua straniera che si ritrova a chiedersi quanta grammatica si debba insegnare agli studenti, quali siano i punti essenziali per rispondere ai bisogni della classe, quanto tempo occorra dedicare in classe alle varie attività di presentazione e riflessione sulla lingua, quali strategie seguire per affrontare la presentazione della grammatica in modo induttivo.
Un rischio molto frequente è che gli studenti chiedano all’insegnante di esporli a presentazioni grammaticali indipendentemente
da una reale esigenza di tipo comunicativo
e che tale richiesta porti a spostare l’enfasi verso un tipo di grammatica descrittiva e non pedagogica comunicativa. Indispensabile è, dunque, creare le condizioni affinché gli studenti possano trovare nella necessità comunicativa la molla che fa scattare la curiosità, la motivazione all’apprendimento.
In questo modo risultano maggiori le possibilità di giungere a un’acquisizione duratura delle strutture grammaticali.
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