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  L'apprendimento, processo non inconscio come l'acquisizione, si realizza in condizioni sempre favorevoli da un punto di vista affettivo, sollecitando la motivazione degli studenti a un percorso di riflessione razionale sui meccanismi della lingua, nel caso della grammatica, oppure su altri aspetti dell'apprendimento linguistico, quali possono essere il lessico e le abilità di studio, per citarne un paio. L'acquisizione permette di trasferire le conoscenze nella memoria a lungo termine, mentre l'apprendimento risulta efficace nel breve periodo, ma non produce effetti permanenti. Tuttavia, l'apprendimento prodotto dalla riflessione porta a monitorare le conoscenze acquisite in modo spontaneo: questa funzione di monitor ha immediate conseguenze sulla produzione dello studente che risulta immediatamente influenzata dall'attenzione e dal controllo razionali posti sulla correttezza fonologica, lessicale, grammaticale, ecc. Tali conseguenze sono riscontrabili in un probabile rallentamento della velocità del parlato. L'apprendimento non produce comportamenti linguistici autonomi. L'eccessivo rilievo dato all'apprendimento nei materiali didattici può costituire un elemento di valutazione degli stessi di grande importanza e utilità per gli insegnanti (Balboni, 2002, p. 34). Dove collocare la riflessione razionale sulle varie componenti della lingua è questione aperta, ma che con il contributo di altre teorie, come quelle riguardanti la bimodalità e la direzionalità, porta a evidenziare quanto meno un percorso da seguire: dalla globalità mirante all'acquisizione, all'analisi principalmente gestita dall'emisfero sinistro del cervello in termini di apprendimento (learning). Gli interventi di riflessione razionale durante la fase della lezione dedicata all'esposizione globale alla lingua possono trovare una collocazione e una spiegazione metodologica se si considera vincolante la necessità di aiutare le due modalità del cervello a "mettersi in moto". Gli spazi dedicati alla scoperta induttiva della lingua, intesa come momenti di riflessione autonoma dello studente sulle regole grammaticali, sul lessico o altri aspetti, ne sono la traduzione pratica; infatti, se da un alto l'induzione è indicata come una possibile strategia per attivare la modalità destra del cervello, la riflessione da parte dello studente non condotta dall'insegnante permette di stimolare l'autonomia creativa e la formulazione di ipotesi che verranno verificate con lo sviluppo del percorso didattico, spostando dunque l'attenzione verso le funzioni analitiche dell'emisfero sinistro.

  Grammatica implicita o esplicita

Quanto affermato nel paragrafo precedente conduce a riflettere su aspetti lungamente dibattuti in glottodidattica, in particolare sulla dimensione implicita o esplicita dell'insegnamento della grammatica. I termini della dicotomia sono facilmente intuibili: da un lato la riflessione aperta condotta sulle strutture grammaticali che porta a uno sviluppo di competenze metalinguistiche oltre che linguistiche e dall'altro l'acquisizione spontanea in cui la grammatica non ha bisogno di essere esplicitata. Seguendo l'impostazione indicata che si muove verso la gestione eclettica dei vari aspetti, quindi verso l'uso mirato delle diverse componenti e dei diversi approcci possibili, non si tratta di una reale scelta definitiva ed esclusiva, ciò che occorre coscientemente applicare è la corretta sequenza delle fasi che porta a far precedere la globalità all'analisi, l'attivazione dell'emisfero destro a quella dell'emisfero sinistro, l'acquisizione all'apprendimento, la lingua alla metalingua, il significato alla forma. Tuttavia, non è sufficiente basare la propria attività didattica su una "corretta" sequenza; come sempre, è necessario prendere in considerazione i bisogni dei discenti, traducibili prima di tutto in caratteristiche diverse a seconda degli individui, ma anche in generale dello stadio di evoluzione della persona: con Freddi (1999, pp. 54-56) è infatti ragionevole affermare che se fino all'età adolescenziale prevale la competenza d'uso senza un'adeguata consapevolezza, gli adolescenti e gli adulti mostrano capacità di manipolazione delle idee astratte che aiutano a creare una conoscenza formale dei meccanismi linguistici. È la grammatica esplicita che si sostituisce a quella implicita. Spesso le esperienze di apprendimento linguistico largamente basate sulla riflessione grammaticale spingono l'adulto a preferire in via quasi esclusiva la grammatica esplicita e a non accogliere proposte che associno grammatica esplicita e implicita.
 

Amedeo Modigliani,
Ritratto di Madame G. van Muyden

San Paolo del Brasile, Museu de Arte, 1917



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