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Una piccola città: Pontassieve
Era l'inizio degli anni '90. Col passare del tempo, interagire con gli stranieri presenti in Italia è diventato non più un lusso estivo,
un privilegio da "Stanza con vista", bensì
un bisogno dettato da nuovi equilibri socio-economici. Comuni interculturalmente "intelligenti", come quello di Pontassieve (Firenze), hanno elaborato efficaci strategie per condividere spazi e strutture con cittadini europei ed extra-europei che, per desiderio o per necessità, si trasferiscono in Toscana. Ciò ha significato imparare a gestire l'emergenza degli alunni stranieri in
classe e prepararsi a ben più complessi tipi di interazione, che coinvolgono il tessuto sociale permanentemente.
L' esperienza di Pontassieve è altamente indicativa. Il suo Centro Interculturale è stato attivato nel 1995 con l'obiettivo di rendere più sistematiche le iniziative legate alla pace, allo sviluppo e all'educazione interculturale per mezzo della diffusione e del rafforzamento di una cultura dell'interculturalità. Dal 1999 anch'esso fa parte della rete di PORTO FRANCO, il progetto regionale che mira a sviluppare in tutto il territorio
il confronto di genere tra donne e uomini
ed il confronto fra diverse generazioni,
culture e popoli.
In vista di tali obiettivi ha avuto inizio il
programma "Pontassieve e gli altri mondi", che promuove la creazione consapevole di progetti rivolti in due direzioni: l'incontro fra la realtà locale e il mondo delle relazioni con paesi europei ed extra-europei (Pontassieve e il mondo); e il territorio locale visto come mondo di approdo, come laboratorio di
convivenza interculturale in cui tutti abbiano pari diritti e dignità, nell'ottica della solidarietà e della pace (Il mondo a Pontassieve).
Nel settore dei diritti di cittadinanza, Pontassieve promuove iniziative nel settore dell'Italiano L2 rivolte alle pari opportunità: rispetto ai servizi (Centro Servizi per la mediazione linguistico-culturale); nell'istruzione (sostegno alla scolarizzazione degli alunni stranieri; educazione degli adulti
stranieri con corsi di Italiano L2 e corsi di lingua madre per le nazionalità maggiormente presenti; disponibilità di testi in lingua nella Sezione Multilingue della biblioteca Comunale); e nell'accesso al lavoro.
Nel campo della comunicazione interculturale il Centro Interculturale, che collabora
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col Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell'Università Ca' Foscari di Venezia
(Prof. Paolo E. Balboni) si evolve in quattro settori. Il primo è quello Progetto lingue e linguaggi, diretto al potenziamento della conoscenza delle lingue e della comunicazione multimediale. Il secondo settore prevede l'educazione interculturale
nelle scuole.
Nel terzo settore, il territorio, l'educazione interculturale è affidata alle iniziative
di PORTO FRANCO con un progetto, di cui il Comune di Pontassieve è capofila, sul confronto fra le religioni alla luce dell'attuale situazione internazionale. Quarto ed
ultimo è il settore della sezione speciale della Biblioteca, dedicata all'interculturalità.
Fra i materiali prodotti vi sono: S. Lelli, P. Russo,
La voce del Griot, Laboratori interculturali, Ed. Cultura
per la Pace, Firenze 2001;
N. Cherubini, Italiano lingua seconda nella scuola di base. Didattica interdisciplinare,
Ed. Guerra, Perugia 2003;
Gli arabi e l'Italia. Curricolo interculturale per le scuole medie superiori, Ed. La Meridiana, Molfetta 2003.
Ho avuto il privilegio di vivere attivamente in prima persona, come docente e formatrice di italiano L2 e di comunicazione efficace, le due realtà che ho appena descritto e che simboleggiano due particolarissime "fotografie" dell'evolversi della presenza di stranieri in Italia nell'arco di un solo decennio. Oserei dire che esperienze come quella di Bucine e di Pontassieve hanno molto da insegnare sulla transizione storica dai tempi dell'"idillio" interculturale a quelli odierni del "ménage" di convivenza fra diverse etnie, con tutte le sue gioie e i suoi dolori.
Ma in ogni caso la parola chiave di tale
evoluzione resta la consapevolezza: di sé, dell'altro, e di come la cosiddetta "diversità" sia un parametro che inesorabilmente si va sgretolando.
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Alighiero Boetti, Addizione, Roma, Archivio Boetti, 1984.
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