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SE CERCHIAMO
DI STABILIRE
UNA GERARCHIA
  fra i codici che entrano in gioco nella comunicazione umana scopriamo che il codice verbale non sempre è il principale veicolo di trasmissione dei messaggi. Spesso sono soprattutto le componenti nonverbali della comunicazione quelle che forniscono una prima chiave di interpretazione.
  essere interpretato tenendo conto del contesto in cui avviene l'interazione (comunicazione implicita), a differenza delle cosiddette "culture a contesto debole" (come quelle del mondo germanico, scandinavo e anglo-sassone) in cui il contesto è meno rilevante, e la comunicazione verbale assume un ruolo primario nel rendere esplicito tutto ciò che serve al destinatario per interpretare il messaggio (comunicazione esplicita). Vediamo dunque alcuni aspetti della competenza cinesica che possono assumere una certa rilevanza nella didattica dell'italiano a stranieri.

I gesti e i movimenti del corpo.
In ogni interazione faccia a faccia il messaggio orale viene in qualche modo completato dai movimenti del corpo dell'emittente, che possono rafforzare o conferire significati aggiuntivi alle parole a cui si accompagnano: si parla in questo caso di "codice cinetico" (dal greco kynesis = movimento) e ci si riferisce in particolare all'espressione del volto, agli sguardi, alla postura del corpo, al contatto fisico fra gli interlocutori, alla gestualità.

Ogni cultura sviluppa, analogamente al linguaggio verbale, il proprio linguaggio cinetico, e ne condivide i segni e i significati. In Italia l'utilizzo dei mezzi espressivi del corpo ha un ruolo cruciale nella comunicazione, i tabù legati alla sfera corporea sono meno forti rispetto a quelli di altre culture e tutto questo si riflette in alcuni atteggiamenti psicologici piuttosto diffusi fra gli italiani, relativi alla manifestazione delle emozioni, all'atteggiamento verso l'interlocutore, al ruolo della gestualità.

Manifestazione delle emozioni
Manifestare le proprie emozioni non è considerato un comportamento tabù nella società italiana contemporanea: le espressioni del viso possono essere lette direttamente, mettendo così in relazione una risata con un animo allegro e sereno, o una fronte corrucciata con un pensiero negativo. Fin da bambini, infatti, gli italiani sono abituati a prendere coscienza delle proprie emozioni senza tuttavia reprimerle.

Contatto con l'interlocutore
La comunicazione fra italiani è particolarmente orientata verso l'interlocutore, con cui inconsciamente si tende a mantenere il contatto anche a livello corporeo. Questo atteggiamento psicologico caratterizza tutte le culture che si affacciano sul Mediterraneo, che






Amedeo Modigliani, Ritratto di Paul Guillaume,
Milano, Civico Museo d’Arte Contemporanea, 1916
  Così avviene nella prima infanzia, quando il bambino reagisce in primo luogo agli stimoli visivi (l'espressione del viso, i gesti) e sonori nonverbali (l'intonazione, la modulazione della voce, le pause) che provengono dai suoi interlocutori, anche se questi sono contraddetti dal significato delle parole. Così avviene per l'apprendente di una lingua straniera che, nella formulazione di ipotesi sul contenuto verbale di un messaggio, si fa guidare dal contesto prima ancora che dalle parole (molte delle quali, del resto, gli sono sconosciute): l'aspetto dell'interlocutore, i suoi movimenti, il suo tono di voce. In primo luogo, dunque, la lingua, in secondo luogo le caratteristiche prosodiche del parlato (intonazione, timbro di voce, altezza, tono, ritmo), in terzo luogo i movimenti del corpo. Questa "tripla struttura di base" si colloca nell'ambito dei sistemi sensibili della comunicazione, in particolare nel sistema somatico umano, che comprende:

a. i sistemi sonori:
• linguaggio verbale
• componenti paralinguistiche
• componenti sonore nonverbali
b. i sistemi dinamici
• cinesica (atteggiamenti del viso, sguardi, postura, contatto con l'interlocutore, gesti)
• prossemica (distanze fra gli interlocutori, orientazione, rapporti con lo spazio)
c. i sistemi chimici, epidermici e termici:
• lacrime
• odori corporei
• rossori
• sbalzi di temperatura corporea

L'insegnamento dell'italiano in un una prospettiva comunicativa e pragmatica non può prescindere da tutto questo, considerato il ruolo non secondario che assumono i codici nonverbali nella comunicazione nell'Italia contemporanea e nelle comunità di oriundi italiani all'estero. Quella italiana può essere infatti definita una "cultura a contesto forte", in cui tutto deve




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