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invece il vero fattore di espansione dell'italiano: grazie a tale carattere, infatti, la nostra lingua è capace di adattarsi alle più svariate situazioni, esigenze, motivazioni, attese dei pubblici stranieri. Le certificazioni diventano, in tale prospettiva, uno strumento potentissimo che contribuisce al successo dell'italiano nel mondo grazie alla diversità dei loro modelli di riferimento, metodologie operative, pubblici cui sono destinate.
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a vari gradi di stanzialità, nel nostro paese. A tale fine stiamo allestendo un camper di rilevazione sociolinguistica e un sistema di mappatura geolinguistica che utilizza sistemi satellitari. Come Centro CILS abbiamo già esperienza di tali sistemi, dal momento che collaboriamo con il COSPE di Firenze nel seguire il percorso scolastico dei bambini immigrati nel loro peregrinare, al seguito dei genitori, durante gli spostamenti in Italia. |
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Giuseppe Bossi, Autoritratto con Carlo Cattaneo, Giuseppe Traversa e Carlo Porta (La cameretta portiana), Milano, collezioni Treccani degli Alfieri, 1809. |
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Inoltre, diverse certificazioni consentono all'italiano di avere più strumenti a disposizione nella competizione entro il mercato delle lingue, come avviene per altri idiomi.
Su cosa sta lavorando o su cosa ha lavorato negli ultimi tempi?
Sono appena usciti due miei volumi, per
l'editrice Carocci di Roma: uno confronta
il Quadro europeo per le lingue e la condizione dell'italiano L2; l'altro è una ricostruzione delle linee storiche dell'insegnamento del nostro idioma agli stranieri, nella consapevolezza che molti problemi del presente
si possono affrontare solo ritrovandone le radici. Con De Mauro, Barni, Miraglia ho realizzato la citata indagine Italiano 2000, anch'essa in corso di stampa. Sto iniziando la direzione del citato Centro di eccellenza, al cui interno continuerò a occuparmi di immigrati, cercando di produrre una mappatura della presenza delle lingue immigrate,
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Da ultimo le chiederemmo se ha un sogno nel cassetto, un desiderio particolare sul futuro dell'italiano a stranieri?
Che siano valorizzate tutte le componenti che operano nel settore, fuori da schematismi riduzionistici: la forza di attrazione della nostra lingua è dovuta alla creatività in cui si manifesta il nostro 'genio', che si concretizza nella sua 'variabilità', nella molteplicità delle forme della presenza dell'italiano
nel mondo.
Il secondo sogno è che anche nel nostro sistema scolastico si riconosca che l'italiano è L2, o almeno lingua di contatto, e che necessita pertanto di adeguate professionalità per la sua gestione: se non si riesce ad avere una classe di concorso 'italiano L2', almeno si trovino le forme e i modi per
valorizzare le competenze dei docenti di
italiano L2 formati nelle nostre università!
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