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  Tale banca dati contiene le trascrizioni, secondo un sistema di codificazione standard, delle interviste che sono state oggetto delle analisi. All'interno delle attività dell'Osservatorio linguistico dell'italiano diffuso fra stranieri e delle lingue immigrate in Italia, costituito dal MIUR presso l'Università per Stranieri di Siena, si sta lavorando alla creazione di una analoga banca dati, ma su materiali di apprendenti in contesto formale, di classe. In tal modo si avrà la possibilità di un riscontro della validità generale delle prospettive acquisizionali: se il loro valore è generale, devono potersi fondare anche su dati provenienti da modalità di apprendimento che non siano quelle spontanee. L'attenzione alla possibile applicabilità dei risultati delle indagini acquisizionali si è fatto sempre più intenso negli anni recenti, ma occorre dire che esso era già stato segnalato come un compito ineludibile sin nel primo articolo sulle questioni linguistiche dell'immigrazione straniera in Italia, che scrissi nel 1981 su Lingua e nuova didattica. L'applicabilità glottodidattica va vista in termini non diretti e comunque come problema. Innanzitutto, la ricostruzione delle sequenze sistematiche di apprendimento non esclude la variazione individuale, dei concreti casi di apprendenti. Inoltre, se alla ricerca scientifica pura spetta il compito di ricostruire i processi riportandoli a modelli teorici generali, alla didattica linguistica spetta quello di dirigere tali processi, di orientarli e di renderli efficienti in rapporto alla motivazione e agli interessi di spendibilità sociale della competenza che hanno gli apprendenti. In altri termini, dire che la regola 'zero ausiliare' occorre in uno stadio particolare dello sviluppo dell'espressione della temporalità nei processi di acquisizione non significa che i docenti di italiano L2 debbano tenere fermi i loro apprendenti su tale stadio: al contrario, devono individuare l'eventuale presenza della regola e forzare il processo che porta al suo superamento e all'evoluzione della competenza verso la piena funzionalità espressiva e comunicativa.

Quale spazio hanno, allora, gli auspici di applicabilità delle ricerche acquisizionali?
A mio avviso, i risultati di tipo acquisizionale diventano strumenti importanti per capire quello che si fa: insegnanti, valutatori, autori di materiali didattici possono trovare nelle sequenze acquisizionali un punto di riferimento per progettare sillabi
  (o anche soltanto decenti indici di materiali didattici) o per interpretare il grado di eventuale fossilizzazione di un errore negli apprendenti. Per quanto riguarda i materiali didattici, che stiamo studiando a Siena soprattutto per la dimensione sintattica, devo sottolineare la sorpresa di non reperire uno schema minimamente comparabile di sequenze di insegnamento, se metto a confronto diversi manuali destinati a uno stesso tipo di pubblico. E non mi sembra sufficiente giustificare la situazione dicendo che gli autori fanno prevalere ragioni di altro tipo: quando si offre un indice che tematizza anche gli elementi strutturali, occorre formalizzare, esplicitare i criteri della sua costruzione. Il più delle volte questi rimangono in ombra; vanno ricostruiti analizzando i materiali; i risultati, però, portano a dire che ognuno agisce in base a criteri intuitivi nella seriazione dei contenuti strutturali. Le ricerche acquisizionali potrebbero aiutare a risolvere tale questione.

Uno dei settori che oggi riscuote grande interesse è quello della certificazione linguistica. Lei è una delle anime dell'attività italiana nel settore. Qual è la sua opinione circa quanto si è fatto e si sta facendo in questo senso?
Sono troppo direttamente coinvolto per poter dare una risposta scientificamente neutra! Comunque, sappiamo tutti molto bene che la neutralità della scienza non appartiene alla scienza di questo mondo… In realtà, io sono molto contento di quello che si sta facendo, e in particolare del fatto che anche l'italiano L2 si sia dotato di diversi sistemi certificatori. Come abbiamo notato con De Mauro, Monica Barni e Lorenzo Miraglia svolgendo l'indagine Italiano 2000 promossa dal MAE, possiamo sperare di vedere mantenersi l'attuale tendenza alla sua espansione a due condizioni: la prima è che perduri l'attuale fase di espansione del mercato mondiale delle lingue, che trascina con sé anche l'italiano; la seconda è che l'italiano si mantenga in una situazione di diversificazione della propria offerta presso gli stranieri. La variazione, spesso incontrollabile, caratterizza la nostra lingua nel mondo, la cui diffusione appare svolgersi fuori di ogni qualsiasi disegno sistematico di politica culturale, cosa che non accade, invece, per altre lingue a grande diffusione internazionale. Tale elemento, potenzialmente negativo, potrebbe essere
 







Orlando Borrani,
Il 26 aprile 1859,
1861.

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