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  permette di avviare un'analisi contrastiva per capire quali sono i punti della L2 che presentano maggiori difficoltà per l'apprendente, a seconda della sua lingua d'origine

Sviluppo delle abilità per lo studio
Attualmente (vedi grafico 6, indagine M.I.U.R.) la maggior parte di allievi con cittadinanza non italiana frequenta la scuola elementare e media, ma nel giro di poco tempo questi studenti passeranno alla scuola superiore. Già fin da ora è superiore il numero delle scuole che annoverano fra i propri allievi almeno un allievo straniero rispetto a quelle che non ne annoverano nemmeno uno. Questo quadro ci fa capire come sia necessario da subito provvedere a sviluppare in questi allievi una competenza dell'italiano tale da permettere non solo una comunicazione efficace ma anche un adeguato successo nello studio. L'allievo straniero ha quindi bisogno di:
  • conservare la propria lingua d'origine (cfr. Cummings)
  • poter accedere a materiali disciplinari specifici che lo facciano progredire nell'apprendimento dell'italiano per fini accademici (cfr. Pallotti).

    Necessità di pedagogia interculturale nelle classi di inserimento
    Il termine "pedagogia interculturale" va soggetto a più definizioni e a più interpretazioni. In questo ambito intendiamo riferirci a quella tensione al cambiamento che si ha quando sono presenti più culture e si vuole promuovere una crescita positiva di tutte. Usciamo quindi da un ambito strettamente linguistico per rivolgerci ad una dimensione di carattere educativo. La scuola deve quindi:
  • passare dalla nozione di "tolleranza" a quella di "accettazione"
  • riprogettare i curricula scolastici e rivedere la programmazione disciplinare

    Didattica breve o "veloce"
    Con il termine "didattica breve" normalmente in Italia si fa riferimento ad una metodologia sviluppata negli anni '70. In seguito questa metodologia di "distillazione" dei contenuti disciplinari e di riformulazione delle lezioni scolastiche è stata passata all'insegnamento in classe. Prendiamo a prestito questo efficace termine per definire una didattica che si pone degli obiettivi da realizzare in breve tempo attraverso tecniche più o meno tradizionali. E' evidente che il grande sforzo dell'insegnante viene quindi concentrato non verso l'elaborazione di nuove tecniche didattiche quanto piuttosto verso una progettazione del curricolo che sintetizzi gli obiettivi prioritari e evidenzi i saperi irrinunciabili di cui dotare l'allievo.
  •   Gli ambiti in cui
    necessita maggiormente
    un intervento di questo
    tipo sono:
  • l'insegnamento dell'
    italiano ad allievi adulti
    (particolarmente nei
    contesti dei C.T.P.)
  • le prime alfabetiz-
    zazioni degli allievi ap-
    pena inseriti in classe
  • lo studio disciplinare.
    Non è qui possibile dare
    un quadro esaustivo
    della situazione, ma
    questi dati possono
    fungere da stimoli
    di riflessione e di valutazione. Ciò che emerge come una necessità forte è l'aggiornamento e l'adeguamento della professione insegnante ai bisogni di una società che nell'arco di un tempo brevissimo ha cambiato profondamente la sua composizione e i suoi orientamenti. La scuola che voglia veramente raccogliere la sfida lanciata dalla presenza del diverso all'interno delle sue aule deve obbligatoriamente partire da un ripensamento della funzione docente.

    BIBLIOGRAFIA

    AA.V.V. 2000, A.L.I.A.S. - Approccio alla Lingua Italiana
    per Allievi Stranieri, Torino, Theorema Libri
    CUMMINS J., 1981, The Role of Primary Language
    Development in Promoting Success for Language Minority Students, in AA.VV., Schooling and Language Minority Students: A Theoretical Framework, California State University Press, Los Angeles
    PALLOTTI G., 1998, La seconda lingua, Milano,
    Bompiani


    NOTE

    1 Indagine del M.I.U.R. "Alunni con cittadinanza non
    italiana A.S. 2001/2002" disponibile sul sito www.istruzione.it
    2 Il Decreto Legislativo del 25 luglio 1998, n. 286
    "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero", riunisce e coordina le varie disposizioni attualmente in vigore materia, con la stessa Legge n. 40/98, ponendo, anche in questo caso, particolare attenzione agli aspetti organizzativi della scuola, all'insegnamento dell'italiano come seconda lingua, al mantenimento della lingua e cultura d'origine, alla formazione di docenti e all'integrazione sociale. Tali principi, unitamente al diritto all'istruzione, sono garantiti nei confronti dei minori stranieri indipendentemente dalla loro posizione giuridica, così come espressamente previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1999, n. 394 "Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero".
    3 Con interlingua si intende, in questo ambito, la
    lingua naturale provvisoria elaborata dall'apprendente e progressivamente modificata e perfezionata per meglio rispondere ai bisogni comunicativi.















  • Giovanni Fattori,
    Lo staffato
    Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, 1880.

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