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Come si capisce dal nome, riguarda le lingue europee meno insegnate in Europa.
Il progetto si rivolge a studenti universitari europei a livello principianti che, prima
di recarsi all'estero per un programma di mobilità accademica, desiderano prepararsi in autoapprendimento per raggiungere
un livello di competenza breakthrough,
una competenza, cioè, che permetta loro
di comunicare fin dai primi momenti
nell'ambiente straniero che li accoglierà.
Questo progetto, focalizzato sull'autoapprendimento e sull'impiego della didattica multimediale, ha forse un punto di forza nell'aver messo in contatto, per uno scopo comune, coloro che operano nel campo dell'insegnamento delle lingue minoritarie europee: un progetto collaborativo, dunque, che cerca di contrastare la lotta per la sopravvivenza di queste lingue e per far fronte all'innegabile predominio dell'inglese e l'inevitabile diffusione, a livello di seconda lingua, del tedesco, del francese e dello spagnolo.
Le lingue minoritarie sono e saranno spesso indispensabili nel mondo nuovo che si apre con i rapporti creati dall'Europa Unita, come dimostrano infatti le centinaia di studenti in mobilità accademica.
Il futuro delle lingue minoritarie è anche nell'autoapprendimento, perché con prodotti adatti ai bisogni degli utenti si possono fornire le competenze linguistiche e culturali di cui i destinatari hanno bisogno, garantendo loro il minimo dispendio di energie e il massimo risultato, rispettando i loro tempi e i loro obiettivi.
Coordinato dal Dipartimento di Studi Olan-desi dell'Università di Hull (GB), il progetto ha coinvolto 13 partner di 9 nazioni europee.
I partner sono specialisti nel campo dell'insegnamento di 7 lingue comunitarie: greco, italiano, olandese/fiammingo, finlandese, svedese, norvegese e islandese. L'inclusione dell'italiano è avvenuta sulla base del ruolo dell'italiano in Europa, nonostante la forte sproporzione numerica sia a livello di parlanti (60 milioni contro i 40 milioni complessivi delle altre lingue di SIB), sia a livello di esperienza nella didattica a stranieri, legata alla grande diffusione di comunità italofone nel mondo.
Lo scopo a medio termine del progetto SIB
è dunque quello di promuovere la mobilità degli studenti e del personale da e fra i paesi in cui si parlano lingue diverse dalle quattro principali, attraverso un formato standard di apprendimento in termini di abilità, metodi, contenuti e tecnologia usata.
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2. Gli studenti Erasmus dell'Università per Stranieri di Siena
In base alle esperienze di insegnamento svolte all'interno dei corsi dell'Università per Stranieri di Siena, gli studenti Erasmus considerano il periodo di studio in Italia non solo finalizzato all'apprendimento dell'italiano e alla continuazione del proprio programma di studi universitari, ma anche come un'occasione per un'esperienza genuinamente interculturale, nella prospettiva di un'apertura verso la creazione di una cultura europea. Sembra proprio che l'apprendimento della lingua sia visto da tutti come uno strumento per raggiungere l'obiettivo di questa integrazione culturale con l'Italia, con gli italiani e con gli altri studenti provenienti
dal resto d' Europa. Il progetto SIB ha
all'interno delle sue finalità proprio quello
di favorire un'integrazione linguistico-culturale con la realtà sociale che gli studenti vivranno.
3. L'educazione microlinguistica
Le microlingue o lingue specialistiche o tecnico-scientifiche sono varietà di una lingua usate tra specialisti ai fini di ridurre ogni ambiguità nella comunicazione.
Le microlingue hanno due scopi specifici:
1) pragmatico, cioè saper compilare fatture, seguire istruzioni, frequentare lezioni universitarie, scrivere tesine, ecc.
2) sociale, in quanto il possesso della microlingua e del suo stile retorico-formale è un prerequisito per gli studenti che diventeranno tecnici o specialisti e che vorranno essere accettati dalla propria comunità.
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Plinio Nomellini Garibaldi, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, 1907 ca. |