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  non spontaneo e la lingua usata è quella standard. Si fa notare comunque che, mentre anni fa la dizione degli speaker doveva essere perfetta, oggi non è più così ed è spesso facile indovinare la regione di provenienza del giornalista. Oltre ai contenuti linguistici ed iconici, nel Tg possiamo trovare anche degli elementi di comunicazione non verbale (la postura del giornalista) e sfruttarli facendo una lezione interculturale (nel Tg del vostro Paese, il giornalista è seduto? È in piedi?) e fare poi delle comparazioni. Il telegiornale può andar bene a tutti i livelli. Bisogna far attenzione alla scelta della notizia in quanto è lì che si nascondono le eventuali difficoltà di comprensione. Per un livello principianti si potrebbe proporre, per esempio, una notizia di cronaca oppure il bollettino meteo dando però, in quest'ultimo caso, prima il vocabolario specifico. Ad un livello avanzato, possono andar bene notizie che nascondono un vocabolario più impegnativo. Per esempio: notizie economiche, politiche, ecc. Naturalmente, in un corso di linguaggio settoriale, sfruttare notizie di tal genere in classe diventa quasi indispensabile.

Nel film e nella fiction troviamo un parlato-recitato. La lingua è per questo più artificiale, costruita. Grande però la varietà di registri sui quali far lavorare i nostri studenti. Inoltre, è possibile ascoltare i dialetti regionali, ampiamente rivalutati negli ultimi tempi dal punto di vista socio-culturale. Si può, anche in questo caso, fare con facilità uno studio sulla comunicazione non-verbale e sui componenti video in generale.
Per questo è consigliabile non utilizzare film stranieri tradotti in italiano ma film italiani. Avremo così l'opportunità di studiare e analizzare le varie sequenze sia da un punto di vista linguistico che socio-culturale.
Nel somministrare un film o una fiction dobbiamo stare attenti alla durata. Infatti, in genere l'attenzione e la concentrazione di uno studente non superano i 10 minuti quando guarda un video in LS. Meglio poi discutere sull'argomento del film prima della sua visione e prevedere delle pause per chiarire eventuali punti 'oscuri'.
Attività somministrabili ad un livello principianti possono essere delle griglie come quella che abbiamo visto per il tg oppure griglie che richiedono di mettere una X agli
  elementi realmente presenti nella sequenza (si da cioè una lista di elementi iconici, di cui tre o quattro presenti nel filmato). Se si ha un manifesto del film, si può introdurlo per lo studio dell'affiche chiedendo agli studenti di formulare ipotesi sull'argomento del film, sulla trama, eccetera. Se il film o la fiction si prestano, si potrebbe fare anche una lezione interculturale partendo da un'immagine particolarmente espressiva (lo sguardo dell'attore, la postura, l'abbigliamento) e chiedendo di fare delle comparazioni con la propria cultura, la propria società. Per esempio, dati i riferimenti storici e sociali de 'Il Gattopardo' di Visconti, si può chiedere "e nel vostro Paese, nella stessa epoca, cosa succedeva? come ci si vestiva?" Adoperando un fermo-immagine, si può domandare di indovinare, guardando il suo sguardo, cosa il personaggio dirà (anticipazione). Dopo la verifica, si può chiedere: "e voi esprimereste con lo stesso tipo di sguardo quella tal cosa?" Anche il suono è un buon elemento su cui lavorare. Facendo ascoltare solo l'audio, chiedere di immaginare l'ambiente in cui si svolge la scena, oltre a dare le attività di verifica della comprensione orale. Infine, si può lavorare sul messaggio che viene dal tipo di inquadratura. Per la produzione orale si può prevedere una discussione su ciò che si è visto o su argomenti particolari, sia linguistici che culturali, emersi dal film o dalla fiction.

Nel documentario il linguaggio è controllato, è cioè prima scritto e poi letto. Gli argomenti vengono presentati secondo una logica ben precisa e la qualità del suono è quasi sempre ottima. La lingua è quella standard e l'argomento specifico e quindi non adatto ad un livello principianti. Il reportage è sempre controllato, ma più spontaneo in quanto il giornalista prepara sì una scaletta degli argomenti da trattare, ma non legge.
Di solito i documentari e i reportage, durano circa mezz'ora. L'insegnante può, se lo ritiene necessario, dividere in due lezioni il filmato e somministrare le attività relative.
In un corso di lingua settoriale, il documentario e il reportage sono fermamente consigliabili in quanto quello della micro-lingua è un pubblico che ha una motivazione in più per stare a contatto con la lingua del suo settore.



Antonio Mancini, Scugnizzo con chitarra,
1877.









Tommaso Minardi
Autoritratto
Faenza, Pinacoteca Comunale,
1805 ca.

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