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NELLA TRADIZIONE COMUNICA- TIVA DEI |
decenni passati
la lettura è stata
spesso considerata
un'attività ricettiva,
tendenzialmente passiva, a cui si è molte volte preferito tutto ciò che riguardava l'attività orale.
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quello sinistro, cioè dalla globalità all'analisi, dalla visualizzazione alla verbalizzazione, dalla simultaneità alla sequenzialità, dal contesto al testo.
Sintetizzando si può affermare che in base
al principio della direzionalità l'attivazione delle funzioni dell'emisfero destro (M\DS) rappresenta il momento degli stimoli o compiti apprenditivi sconosciuti, l'attivazione delle funzioni dell'emisfero sinistro (M\SN) è
il momento della formalizzazione degli elementi costitutivi del nuovo input, mentre un'ultima fase intermodale, che coinvolge cioè entrambi gli emisferi, rappresenta
il momento dell'utilizzazione del nuovo
input in modo autonomo e spontaneo.
Il contributo della psicolinguistica
Negli anni Settanta Krashen ha sviluppato
la cosiddetta Second Language Acquisition Theory, basandosi anche sulla teoria del LAD di Chomsky e sul concetto di LASS di Bruner. Krashen opera una distinzione tra acquisizione profonda e apprendimento razionale, due processi diversi che vengono attivati al momento dell'acquisizione di una seconda lingua, il primo subconscio e spontaneo, controllato principalmente dalle
funzioni dell'M\DS, e il secondo conscio e volontario, controllato soprattutto dalle
funzioni dell'M\SN.
Il processo di acquisizione profonda, per una sua effettiva realizzazione, necessità però che si verifichino altri presupposti
fondamentali: si tratta in particolare
delle ipotesi legate ai concetti dell'input
comprensibile, dell'ordine naturale e
del filtro affettivo.
Secondo lo studioso americano il discente passa dallo stadio i allo stadio i + 1, cioè a un gradino superiore dell'acquisizione linguistica, solamente se comprende l'input contenuto in i + 1. Condizione indispensabile affinché l'input possa risultare veramente comprensibile è però il fatto che questo segua l'ordine naturale di acquisizione:
il materiale presentato deve cioè essere
ben graduato e accessibile.
Di fondamentale importanza è anche l'ipotesi del filtro affettivo, cioè di quella barriera psicologica che viene edificata nella mente del discente nel momento in cui questi si trova in uno stato di ansia, di tensione, di paura di sbagliare o di essere giudicato, così da mettere a repentaglio la propria immagine e/o la propria autostima.
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Medardo Rosso Ecce puer Milano, Civica Galleria d'Arte Moderna, 1906. |
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In un'ottica di revisione e risistemazione in chiave umanistico-affettiva (e oltre) dei principi dell'approccio comunicativo, anche il leggere
ha assunto un ruolo diverso e il presente
saggio, analizzando in primo luogo i contributi che il mondo scientifico ha offerto per
la definizione dei punti cardine dell'approccio umanistico-affettivo, mira proprio a mettere in evidenza l'importanza che tale ruolo riveste in ambito linguistico e cognitivo.
Il contributo della neurolinguistica
Dalla fine dell'Ottocento a oggi si è riusciti a determinare con una certa esattezza la complementarietà emisferica nella generazione
delle funzioni cognitive più elevate.
L'emisfero destro ha una percezione
globale, simultanea e analogica del
contesto, mentre quello sinistro, sede
dell'elaborazione linguistica, ne ha
una percezione analitica,
sequenziale e logica. M. Danesi1,
basandosi sul principio della
bimodalità del cervello, sostiene
che ogni discente ha un suo
particolare "stile emisferico",
determinato da una diversa
predisposizione verso la modalità
destra o quella sinistra
nell'apprendimento. È per
questo che, nella
glottodidassi, anche nella
scelta delle tecniche
occorrerebbe tener presente il "profilo modale" del discente stesso, in modo da facilitarlo, quasi a livello personalizzato, nel suo percorso di apprendimento.
Strettamente collegato al principio della bimodalità è il concetto di direzionalità, secondo il quale l'informazione nuova viene elaborata all'interno del cervello nella direzione che va dall'emisfero destro a
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