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Pertanto, un test si dice oggettivo quando presenta quesiti che richiedono il riconoscimento della risposta appropriata tra un ventaglio più o meno ampio di opzioni, applicando criteri che distinguano tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato in quel contesto d'uso. Tuttavia, tali test non permettono di misurare tutte le capacità del candidato. Perché sia attestata la sua competenza, non solo per quanto riguarda la ricezione della L2 (abilità di ascoltare e leggere), ma anche dal punto di vista della produzione (abilità di parlare e scrivere) e da quello dell'interazione, è necessario che al candidato vengano proposti dei quesiti di tipo aperto, nei quali deve produrre enunciati o testi, di lunghezza e tipologia variata, in relazione al compito assegnato, o di tipo integrato, nei quali una soluzione appropriata è determinata non solo da una corretta interpretazione del dato (comprensione) ma anche da una adeguato svolgimento di un compito assegnato (produzione). Affinché sia mantenuta l'obiettività del giudizio di chi corregge, le produzioni linguistiche delle prove produttive devono essere valutate applicando griglie di correzione elaborate su una descrizione dettagliata sia dei criteri adottati sia dei parametri di valutazione ad essi corrispondenti. Queste griglie complesse devono, quindi, rispettare i parametri non solo da un punto di vista analitico-quantitativo, ma soprattutto qualitativo.
Per quanto riguarda l'aspetto analitico, le griglie devono presentare gli aspetti linguistici e operativi da considerare e valutare. Per quanto concerne, invece, l'aspetto qualitativo, deve essere proposta una descrizione dettagliata dei livelli di competenza che si possono raggiungere nell'assolvere al compito comunicativo assegnato: si partirà da un livello "ottimo", in cui la risposta fornita è del tutto adeguata alle consegne, fino ad arrivare ad un livello "insufficiente", in cui la risposta non rispetta assolutamente le convenzioni del sistema linguistico e dell'uso richiesti dal compito stesso.
Tra questi due estremi dell'asse valutativo,
a seconda della qualità e della quantità delle forme o degli usi devianti, si identificano livelli di competenza intermedi come
"buono" e "sufficiente".
Test produttivi che vengono valutati applicando delle griglie così elaborate vengono definiti test semi oggettivi: originariamente non sono oggettivi perché al compito assegnato può non corrispondere un'unica risposta prevedibile, ma lo diventano perché la accettabilità o qualità della risposta dipende dalla sua corrispondenza con i parametri descritti. |
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L'oggettività dipende dal fatto che, se si applicano tali griglie di descrizione e di valutazione, chiunque intervenga nel processo di correzione, misurazione e valutazione viene guidato nell'esprimere il giudizio sulla qualità della prestazione del candidato e,
di conseguenza viene contenuto e limitato nella possibilità di esprimere un giudizio
pur sempre arbitrario.
Come abbiamo già detto, una certificazione di competenza linguistica - in quanto documento di carattere ufficiale - deve essere rilasciata solo da enti accreditati presso le principali istituzioni politiche e amministrative del paese di appartenenza. In Italia sono Enti Certificatori l'Università degli Studi Roma Tre, le Università per Stranieri di Siena e Perugia e la Società Dante Alighieri. Tali Enti sono riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri, che tra i suoi compiti
ha quello di promuovere la diffusione della
lingua e della cultura italiane all'estero, dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, che accredita i suddetti Enti
a livello nazionale, e dal Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio, che
si occupa, fra l'altro, di aspetti e problemi
legati all'integrazione sociale e linguistica delle comunità che accogliamo nel nostro paese e di una maggiore diffusione dell'italiano proprio all'interno di tali comunità.
Perché le certificazioni di lingua abbiano un'uniformità di giudizio e la loro validità
sia riconosciuta non solo in Italia ma anche all'estero, tali Enti si rifanno a quanto detto dal Consiglio d'Europa nel Quadro di Rife-rimento Europeo del 1996.
In esso vengono descritti sei livelli di competenza che vanno da quello della sopravvivenza (A1, Breakthrough), a una competenza pari a quella di un parlante nativo (C2, Mastery), passando attraverso i livelli
intermedi A2, B1 e B2 e C1.
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Giandomenico Tiepolo, Il riposo dei contadini, particolare, Vicenza, Villa Valmarana, 1757. |