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Accanto a questa differenziazione dei
manuali, nascono invece materiali di nuovo tipo che possono essere usati in entrambe le situazioni: fino a pochi anni fa un materiale specifico per i problemi fonetici dei cinesi o degli arabi non aveva mercato sufficiente in Cina o nei Paesi Arabi per cui gli editori non investivano nella progettazione e realizzazione di materiali di questo tipo, mentre oggi, con la grande massa di cinesi (forse non
tutti sanno che il cognome cinese Hu ha superato Brambilla nell'elenco telefonico di Milano!) e di magrebini in Italia il mercato c'è, e quindi si possono fare materiali che servono ai cinesi che imparano l'italiano sia in Italia sia in Cina o a Casablanca.
Lo stesso dicasi per i materiali dedicati ad alcune fasce d'età: ad esempio, per i bambini esistevano solo (pochi!) manuali, visto che non sono tanti i paesi del mondo in cui l'italiano è insegnato alle elementari, e non esistevano materiali di contorno, che invece sono utilissimi per la motivazione, per introdurre un elemento giocoso nell'insegnamento.
La presenza di 130.000 bambini stranieri
nelle scuole italiane fa sì che ora ci sia una massa critica sufficiente per rendere
economicamente sostenibile per gli editori
investire anche in questo settore, con vantaggio dei bambini stranieri che studiano la nostra lingua in Italia o nel mondo.
La ristrutturazione di In.it
La decisione di allargare il campo d'azione di In.it ha comportato un ripensamento della sua struttura, che ora si presenta diviso in quattro sezioni:
italiano a stranieri presenta spunti di formazione e riflessione generali, non differenziati; ad esempio, in questo numero, facciamo il punto sulla terminologia informatica diffusa in questi anni e sul tema della certificazione, che ci riguarda tutti come italianisti nel primo caso e come docenti nel secondo;
italiano LS all'estero e italiano L2 in Italia sono sezioni il cui contenuto si spiega da sé, ma in cui vorremmo fornire informazioni di tipo diverso da quello delle prime annate della rivista: cercheremo sempre di più (con la collaborazione dei lettori!) di vedere cosa avviene altrove, in modo da sprovincializzarci alzando lo sguardo dall'Italia al mondo; |
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fin dal primo numero: schede su libri, schede sulla letteratura on line e sui siti che possono interessare gli insegnanti di italiano,
schede sulle proposte formative
delle università che si interessano di
italiano a stranieri.
Nell'ultima voce abbiamo ripetuto tre volte "schede", perché questa è la dimensione che vogliamo conservare anche per i contributi delle due sezioni precedenti: interventi
brevi, senza la pretesa di un solido appro-fondimento, quanto piuttosto strumenti per delineare un problema e, soprattutto, per raggiungere lentamente un linguaggio comune tra tutti gli insegnanti di italiano a stranieri, in Italia e nel mondo: gli insegnanti di inglese, francese e tedesco hanno già
percorso questo itinerario aiutati dai vari British Council, Tesol, Goethe Institut, Alliance Française; gli insegnanti di spagnolo stanno percorrendolo con la guida del Cervantes; gli insegnanti di italiano non
hanno un centro motore che li aiuti ad uniformare le conoscenze ed i linguaggi e a diventare sistema: In.it, nel suo piccolo, cerca di fornire uno spazio per questa operazione culturale necessaria e finora trascurata.
Speriamo che i lettori sappiano cogliere il progetto forte che sta alla base dell'evoluzione di In.it e che continuino a diffonderla.
Da parte mia e anche a nome della redazione non posso che ringraziare l'editore per aver accettato questa nuova sfida - dopo quella iniziale di pubblicare una rivista
gratuita, decisione certo non facile e assolutamente solitaria nel panorama editoriale
di questo settore! |
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Giovan Battista Piazzetta, Rebecca al pozzo, particolare, Milano, Pinacoteca di Brera, 1738 ca.
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