Sommario
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  1.1 L'interlingua
Nell'apprendimento della lingua straniera trova grande spazio il concetto di interlingua3. L'osservazione della performance di individui che stanno imparando una lingua straniera porta a constatare l'esistenza di un sistema linguistico in continuo movimento che costituisce in ogni sua fase la "norma" che il parlante stesso crea e ipotizza per la lingua straniera. Questo sistema linguistico si fonda su una sorta di struttura linguistica latente che il parlante possiede perché acquisita attraverso l'apprendimento della lingua madre o perché innata4. Ciò porta alla presenza nell'interlingua di strutture linguistiche tipiche della lingua madre che si riducono man mano che l'apprendimento procede e il livello di conoscenze linguistiche si alza. Diminuisce dunque il grado di interferenza fino ad arrivare idealmente a due sistemi linguistici totalmente indipendenti, quello della L1 e quello della LS. Questo risultato per molti studiosi non è raggiungibile: permane sempre un certo spazio per l'interlingua. È evidente che questa impostazione riveste l'errore di una dimensione naturale inevitabile che lo rende molto meno negativo e didatticamente pericoloso rispetto al passato. L'individuo, dotato e gravato dall'esperienza della lingua madre compie un percorso che inevitabilmente lo porta a commettere errori, ma che gli permette di procedere attraverso la costruzione di ipotesi e la loro verifica verso un apprendimento creativo molto simile a quello che realizza il bambino nell'imparare la prima lingua. Dal punto di vista dell'insegnante l'errore e il processo d'eliminazione sono i rilevatori del percorso acquisitivo dello studente.

1.2 Errore o sbaglio
Prima di analizzare le possibili cause degli errori è necessario fare una distinzione tra due tipi di errore, o meglio tra l'errore e lo sbaglio5. Il primo è il risultato di una mancata conoscenza da parte dell'apprendente. Ad esempio se lo studente non ha ancora incontrato il congiuntivo, il mancato uso di questo modo verbale non può essere imputato a una mancanza momentanea ma a una carenza sistematica. La sua competenza, dunque, risulta incompleta e l'intervento di correzione dovrà venire dall'esterno.
  Al contrario lo sbaglio è un fatto momentaneo, non sistematico che il parlante può autocorreggere, eventualmente con la guida del docente. È il tipo di errore che commette il parlante nativo con perfetta padronanza della lingua. Un errore cui non venga posto rimedio attraverso un corretto intervento di correzione esterna, da parte del docente, dei materiali didattici, dei compagni, o attraverso un'azione autocorrettiva può fissarsi, "fossilizzarsi": verrà ripetuto e sarà difficile poterlo eliminare.

1.3 Tipologie di errore
Selinker individua alcuni processi che portano alla creazione dell'interlingua. Oltre alla causa più ovvia e cioè il transfer dalla lingua madre (o da altra lingua straniera), egli nota che l'errore può essere involontariamente indotto dai materiali didattici, dall'insegnante o dalle strategie di apprendimento dello studente che, ad esempio, lo portano a evitare le difficoltà. Altri meccanismi che portano all'errore sono la ipergeneralizzazione, cioè l'estensione di una regola anche a casi in cui essa non è applicabile, è l'applicazione di strategie tipiche della lingua madre. Una distinzione è stata proposta da diversi studiosi6 tra errore di interlingua e di intralingua. Quest'ultimo è dovuto a fattori che possono essere intrinseci al processo d'apprendimento della lingua straniera e cioè non imputabili al transfer. Così a volte non risulta chiaro se l'errore sia dovuto a interferenza della lingua madre oppure se lo stesso errore sia causato da ragioni interne alla lingua studiata e dalle strategie di apprendimento dello studente.

1.4 Livelli d'errore
I livelli di errore sono molteplici e variegati. Decidere quale errore sia più grave fa parte di un discorso didattico che si affronterà in seguito, qui è opportuno tuttavia elencare possibili livelli di errore, anche quelli che a volte vengono trascurati.

  • Livello grammaticale e sintattico;
  • livello funzionale o degli atti comunicativi;
  • livello lessicale;
  • livello fonologico, oltre che della pronuncia
       anche dell'intonazione;
  • livello del registro linguistico;
  • livello pragmatico, della comunicazione;
  • livello culturale o interculturale
  •  

    Anonimo Fiorentino, La festa degli Omaggi in Piazza della Signoria, Galleria degli Uffizi, Firenze, fine XVI sec.



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