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Venendo al presente, su cosa sta lavorando o su cosa ha lavorato negli ultimi tempi?
Sin dagli anni '80 mi dedico alle applicazioni dell''informatica all'insegnamento delle lingue o, per usare un termine da me coniato, alla "glottodidamatica", campo nel quale mi viene riconosciuto un ruolo pionieristico. Ho appena concluso un progetto Socrates per adolescenti dei paesi comunitari che hanno introdotto l'italiano nei programmi scolastici - cioè Olanda, Lussemburgo, Germania e Spagna - e sto attualmente lavorando come capoprogetto per parte italiana e programmatore del materiale multimediale a un secondo progetto per bambini, che si collega al progetto già ultimato.
Nel contempo mi occupo dei problemi, ancora irrisolti, relativi alla translitterazione in caratteri latini da lingue che usano alfabeti diversi e dello studio dell' interlingua di studenti di varie nazionalità.
Inoltre, sto lavorando al beta test del corso multimediale su CD-Rom, che fa parte del pacchetto pubblicato di recente dalla Paravia Bruno Mondadori e che uscirà nel 2002.
Si tratta ora di verificarne la perfetta funzionalità, in modo da renderlo effettivamente "amico" dell'utente.
Qual è la sua opinione sulla situazione attuale dell'insegnamento dell'italiano nel mondo?
Attualmente c'è la tendenza a un ritorno
al passato. Le iniziative a favore degli insegnanti tornano spesso a configurarsi come corsi di indottrinamento all'uso di questo o quel manuale piuttosto che come vero aggiornamento nella glottodidattica scientifica. A formatori di comprovata competenza sul piano scientifico se ne alternano altri che si sono autopromossi come formatori, accreditandosi come tali presso le istituzioni che organizzano iniziative di formazione.
Il desiderio di molti insegnanti di adeguarsi alle nuove tendenze glottodidattiche viene spesso frustrato dall'impossibilità di utilizzare materiali didattici diversi da quelli scelti o ricevuti in dono dall'istituzione in cui operano, che non sempre rispecchiano orientamenti metodologici innovativi.
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Vengono a volte riproposti manuali scritti diversi anni fa, camuffati da metodi nuovi con la semplice introduzione di termini appartenenti alla glottodidattica moderna, ci sono autori improvvisati che si limitano a trasferire su supporti cartacei o informatici i materiali didattici da loro usati in classe, senza
chiarire i presupposti teorici su cui si
fondano e la coerenza delle scelte
metodologiche… Tuttavia, come
certamente sa chi opera in questo
campo, un insegnante qualificato può
rimediare all'inadeguatezza delle risorse
didattiche. Credo, insomma, che il
problema prioritario la sia formazione degli
insegnanti per portarli a operare in
modo consapevole, rifuggendo da
atteggiamenti acritici per la
metodologia e i materiali
didattici. Per conclu-
dere, ritengo che le
Scuole di Specializza-
zione attivate in
questi ultimi anni e
le iniziative di ag-
giornamento condotte da
formatori esperti possano
contribuire in maniera
determinante a rendere
l'insegnamento della nostra
lingua sempre più competitivo.
Un sogno nel cassetto, un desiderio particolare sul futuro dell'italiano a stranieri?
Vorrei che l'italiano fosse in grado di attrarre un numero sempre maggiore di persone che decidono di apprenderlo per una motivazione di tipo essenzialmente integrativo, mosse cioè dal desiderio di partecipare alla vita degli italiani e, in qualche misura, di identificarsi con noi.
È appunto questa l'utenza che va conquistata attraverso iniziative di promozione che restituiscano un'immagine positiva dell'Italia.
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Benvenuto Cellini, Busto di Cosimo I, Sala della scultura del Cinquecento, Firenze, 1548
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