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  affidando l'intenzione comunicativa al tempo perfetto, il passato remoto appunto. Se osserviamo il testo più da vicino, noteremo come i predicati che si incontrano sono tutti dei passati prossimi, dei quali "sono andato", sebbene già inserito nella narrazione dell' "episodio remoto", anzi proprio quello che la avvia, mantiene il morfema di passato prossimo. Gramsci dunque impiega otto predicati al passato prossimo, prima di "scoperchiare l'urna della reliquia" - di stappare la bottiglia - per penetrare nel nucleo della sua reminescenza e comunicarla: da un certo punto in poi, infatti, è un susseguirsi di passati remoti. Quanto sia stato necessario per lui infondere al testo una forte carica emotiva ben lo si comprende dal contesto in cui si trova e scrive; il suo "sacro ricordo" è qui narrato dalla parabola, apparentemente innocente, dei ricci: ma proprio perché parabola, comunicazione di un'esperienza esistenziale di gran valore, è degna di ricevere il sostegno del tempo verbale del passato remoto. Così, mediante il morfema del remoto, con la convinzione di star comunicando vigorosamente "quel momento e solo quello", che come altri ha contribuito a fare di lui quello che è, narra Gramsci. È pur vero che il brano in esame contiene più elementi narrativi degni di qualche commento, ma per non distogliere l'attenzione dall'argomento che mi tiene occupato, non ne terrò conto. Il mio sforzo è stato convogliato verso un'attività pratica, affinché i discenti praticassero l'uso orale del passato remoto "spontaneamente" nel discorso: mi sono venuti in aiuto gli insegnamenti di un corso di formazione: si trattava, più in generale, di apprendere alcune delle tecniche ed esercizi   d'espressione, orali e corporali, usati in ambito recitativo, utili a esprimere il linguaggio mediante la "drammatizzazione". Tra le tecniche c'era "Relax and listen", la più emotiva: a differenza delle altre tecniche, ha permesso, e non solo a me, di far riaffiorare un ricordo, nel mio caso dell'infanzia, sopito:











è stato il veicolo che ha condotto tutti i partecipanti a far partecipi gli altri di un ricordo importante e a narrarlo. L'attività comprende tre parti: nella prima si richiede prima compressione muscolare e poi distensione fisica e mentale; nella seconda si attiva il ricordo, nella terza la produzione orale.L'esperienza andrebbe tentata con alunni dei livelli fra medio e avanzato, persone che possiedono certa fluidità di discorso, giacché lo sforzo si dovrebbe concentrare sui particolari contestuali del ricordo e non sul lessico per esprimersi correttamente. Si procede come segue:
  • fatti distendere al suolo a occhi chiusi e sdraiati su stuoie o materassini da ginnastica che avranno portato da casa, gli alunni ascoltano il docente, che usando un tono di voce pacato darà le istruzioni necessarie perché quelli liberino la mente, concentrandosi solo sul proprio corpo, cercando di raggiunge uno stato di distensione completa; è conveniente che la
    luce del locale non sia forte e che
    per raggiungere lo stato di
    abbandono si facciano trascorrere
    almeno 2-3 minuti;
  • quando lo ritiene opportuno,
    sempre con voce distesa,
    l'insegnante chiederà di
    comprimere per 5 secondi i
    muscoli delle varie parti del corpo
    gradualmente, rilassandoli prima di comprimere i seguenti: si inizia da quelli dei piedi, poi delle
  •  














    Angelo di Cosimo di Mariano detto il Bronzino, Ritratto di Ugolino Martelli,
    Particolare Gemaldegalerie, Dahlem, Berlino, 1535-38.



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