Raffaello,
Madonna della Seggiola, Palazzo Pitti, Firenze, 1516. |
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Obiettivi degli insegnanti e particolarità evidenziate durante l'insegnamento.
Nello svolgimento delle lezioni gli insegnanti si sono riproposti di:
A ripassare alcune nozioni di cui alcuni studenti erano già in possesso;
B fare apprendere alla classe nuovi argomenti;
C svolgere alcune attività di fonetica e scrittura allo scopo di migliorare la pronuncia e il grado di comprensione dei suoni della lingua italiana;
D sviluppare, soprattutto, il più possibile all'interno della classe, in modo rilassato e divertente, il dialogo e la capacità di argomentazione in lingua italiana tramite reciproco scambio di informazioni e scenette realistiche in cui venivano simulate situazioni reali.
Per raggiungere tali scopi gli
insegnanti si sono serviti del
libro di testo (in possesso
degli studenti) che hanno
seguito in modo abbastanza
aderente (in modo da non
creare eccessive difficoltà e
per dare la possibilità agli
studenti, in un secondo
tempo, di poter ripassare
quanto svolto in classe
seguendo una traccia il più
possibile chiara e coerente).
Il grado di comprensione del
parlato evidenziato dagli
studenti risultava
abbastanza limitato e quasi
sempre, per poter capire e
riprodurre in forma scritta
alcuni suoni tipici della lingua
italiana, era necessario ripetere molte volte una stessa parola, all'inizio
molto lentamente, in modo tale da poter aiutare la comprensione del suono con la visione della sua pronuncia sulle labbra
dell'insegnante.
Certamente, però, anche se le lezioni erano state programmate, gli insegnanti hanno cercato, per quanto possibile, di inserire alcuni approfondimenti e digressioni in modo tale da venire incontro alle curiosità della classe, di fornire nozioni sullo stile di vita italiano (argomento molto gradito) e di aumentare la partecipazione affettiva degli studenti alla lezione.
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C'è stata la possibilità di mettere in evidenza le differenze nei ruoli e nelle abitudini relative ai due ambiti culturali, giapponese e italiano, con speciale riferimento al ruolo della donna nella società e nel lavoro e al concetto di matrimonio di coppia e di famiglia in Italia e Giappone.
Tale argomento specialmente in classi composte in maggioranza da donne, ha suscitato notevoli curiosità, tanto da costituire una notevole motivazione all'espressione linguistica.
Specialmente in questa fase di dialogo gli insegnanti hanno fatto presente agli studenti la necessità di parlare il più "liberamente" possibile, senza pensare troppo a eventuali e inevitabili errori, astenendosi quasi
totalmente dall'operare correzioni e, anzi,
sostenendo i loro sforzi con espressioni,
sia verbali che mimiche, di incitamento e
di approvazione.
Altro argomento interessante è stato quello relativo ai prezzi e ai soldi a causa della differenza di prezzi tra Italia e Giappone, che
ha permesso un'utile digressione riguardante le differenze e le affinità tra lo stile
di vita, i divertimenti e le preferenze di
italiani e giapponesi.
Ovviamente ciò risultava tanto più utile quanto più la discussione su tale argomento aumentava il livello di dialogo e di comunicazione nella classe. L'unica preoccupazione degli insegnanti è stata quella di limitare il più possibile, in modo bonario, le "inevitabili" dispute su diversità di idee a riguardo, che spesso assumevano la "pericolosa tendenza" a essere espresse in lingua madre.
BIBLIOGRAFIA P.E. Balboni, Didattica dell'italiano a stranieri, Roma, Bonacci Editore, 1994
P.E. Balboni, Tecniche didattiche per l'educazione linguistica, UTET, 1998
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