L'ENORME PROLIFER- AZIONE DI PROGRAM- MI INFOR- MATICI |
per l'apprendimento di una lingua straniera ci invita ad una riflessione costante, alla quale vorrei contribuire con alcune considerazioni di carattere generale.
Lungo questo percorso mi asterrò dal nominare qualsiasi prodotto commerciale per evitare pubblicità gratuita e per non appesantire il testo con interminabili indirizzi web.
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Docente o discente?
La maggior parte dei programmi ha come obiettivo lo studente di lingua ed è inteso a facilitare l'autoapprendimento. Questo fatto ha una spiegazione molto semplice: sono più numerosi gli studenti che i docenti, per cui sono questi ultimi a dover essere indotti all'acquisto di un prodotto.
È vero anche che non sempre le persone che vogliono o devono imparare una lingua hanno modo di farlo all'interno di un corso regolare ed in presenza, con tanto di docente, aula e compagni, per cui è giusto che venga offerta la possibilità dell'apprendimento autonomo. D'altra parte, è abbastanza raro che una persona da sola, a casa,
di fronte al computer, segua un corso di lingua fino alla fine. L'assenza di interazione umana è un elemento fortemente demotivante per un'attività che ha come scopo principale il comunicare.
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Molte iniziative sono invece in atto all'interno di classi specifiche, tecnologicamente dotate (ma sono un'esigua minoranza), per la comunicazione degli studenti con la persona sconosciuta ed invisibile che sta dall'altro capo della... rete.
Questo tipo di interazione è fondamentale per un corso di lingua perché è l'unica in grado di creare in sede di studio la paura della comunicazione viva con lo sconosciuto madrelingua, l'ostacolo più grande e il momento più procrastinato dell'apprendimento tradizionale.
L'unico modo per ampliare questo ambito sarebbe quello di creare, come già esistono per l'inglese, ambienti virtuali basati sul testo (cioè facilmente accessibili con un qualsiasi pc e connessione, al contrario di quelli che includono immagini) appositi per favorire l'apprendimento delle lingue straniere. In questi ambienti virtuali, comunque, l'interazione rimane tra gli utenti connessi in un determinato momento, mentre i diversi strumenti e il modo di interagire con i meccanismi automatici (cambiare stanza, consultare dizionari, creare e scambiarsi oggetti e così via...) costituiscono un nuovo e diverso linguaggio
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Piero della Francesca, Storia della Croce, L'adorazione del sacro legno e incontro di Salomone con la regina di Saba, La vittoria di Costantino su Massenzio, particolare affresco, Cheisa di San Francesco, Arezzo, 1452-1466.
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L'altro.
In questo senso, le nuove tecnologie offrono la possibilità di interagire in modo sincrono ed asincrono con docenti distanti e con sconosciuti, sia altri studenti sia parlanti nativi. Più che di creare programmi appositi, si tratta di dare un uso adeguato ai programmi già esistenti: posta elettronica, chat o IRQ, ambienti virtuali e simili. Un esempio semplice ed intelligente di questo è il progetto Tandem, che prevede lo scambio tra parlanti di due lingue interessati ad imparare l'uno la lingua dell'altro. |
Esistono anche "campus virtuali" per l'insegnamento dell'italiano, ma il loro impatto è ancora ridotto, soprattutto a causa delle difficoltà pratiche di connessione e della poca dimestichezza di professori ed allievi con il mondo telematico.
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da imparare, un linguaggio in più a quello che realmente ci interessa, quindi una complicazione non troppo gradevole da affrontare.
Simulazione e vidoegiochi.
La direzione in cui proseguire il discorso ce la offrono proprio quei famigerati elementi di evasione dai quali spesso rifuggiamo: i videogiochi. Il videogioco non richiede l'apprendimento di un particolare linguaggio, si tratta solo di qualche comando.
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