Aree problematiche:
alcuni esempi.

Tra le aree della morfosintassi italiana che pongono maggiori ostacoli allo studente americano vorrei citare, a mo' d'esempio, la nozione di oggetto diretto e oggetto indiretto, l'uso dell'imperfetto e del pasato prossimo, il genere grammaticale, l'uso del pronome formale 'lei' ed espressioni collegate, i verbi riflessivi.

Oggetto diretto ed oggetto indiretto: : una delle cause della difficoltà di acquisizione di questa importante opposizione è probabilmente la costruzione in inglese del cosiddetto doppio accusativo. Si veda, ad esempio "I gave John the money = I gave the money to John". Oppure l'uso dello stesso esponente linguistico per funzioni grammaticali diverse. Per esempio "him" con valore di accusativo e di oggetto indiretto ("I saw him" vs "I gave him the money"). Un'ulteriore difficoltà è costituita dalla mancanza di corrispondenza biunivoca tra italiano e inglese riguardo a verbi che reggono l'accusativo o il complemento indiretto. Ad esempio "telefonare a qualcuno" vs "to phone somebody" e "ascoltare + accusativo" vs "to listen to somebody".

Imperfetto/passato prossimo: l'area d'uso dei tempi verbali è un campo in cui lo studente spesso si trova disorientato. Nella forma di durata (duration form) è noto che al presente indicativo italiano seguito dalla preposizione di tempo "da" corrisponde in inglese il "present perfect"+"since/for". Il tempo composto del passato prossimo italiano corrisponde solo in parte al "present perfect" inglese, essendo sostituito molto spesso dal tempo semplice del "simple past". Poiché in inglese il "simple past" rende l'imperfetto indicativo, il passato prossimo ed il passato remoto lo studente spesso si trova a un bivio, per così dire, davanti a tali opzioni. In parecchi casi è possibile, invero, in italiano, usare sia l'imperfetto che il passato prossimo, ma bisogna essere consapevoli delle diverse implicazioni concettuali che ciò comporta. Si vedano, ad esempio, le seguenti frasi:
1. Sapeva che la situazione non era facile.
2. Ha saputo che la situazione non era facile.
3. Quando abitavo a New York andavo al Metropolitan.
4. Quando abitavo a New York sono andato al Metropolitan.

Genere grammaticale e genere naturale: nella lingua inglese l'attribuzione del genere dei sostantivi segue, nella stragrande maggioranza dei casi, il principio che un sostantivo è maschile se si riferisce ad un essere vivente di sesso maschile, è femminile se si riferisce ad una persona o animale di sesso femminile,
 

è neutro se indica qualcosa il cui sesso non è definito o è irrilevante specificarlo o è un'entità inanimata o astratta. Ecco perchè i termini "child", "baby" sono spesso sostituiti dal neutro "it" o usiamo "it" in domande del tipo "Who is it?" "It's the milkman". In questo caso il neutro presuppone che non si conosca l'identità della persona a cui ci si riferisce. Un'eccezione alla regola è l'uso del femminile per termini quali "ship" e, in casi più sporadici, "aircraft" e sinonimi. L'arbitrarietà, parziale in molti casi, del genere grammaticale rispetto al genere naturale non è ovviamente una caratteristica esclusiva della sola lingua italiana.

Formale/informale: l'inglese è una lingua in cui la categoria pragmatica formale/informale è importante. Tuttavia i contesti in cui si estrinseca sembrano divergere sensibilmente rispetto all'italiano. Intanto la presenza di un'opposizione pronominale tu/Lei e, in misura minore, voi/Loro, tradisce un peso particolare che la nozione di formale/informale riveste in italiano a fronte del generico you.


 
 
Guido Reni,
Ratto di Elena,
Musée du Louvre,
Parigi, 1631.