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Anna Ciliberti e Laurie Anderson, Le forme della comunicazione accademica. Ricerche linguistiche sulla didattica universitaria in ambito umanistico. Milano, Franco Angeli, 1999 Il rapido sviluppo e le notevoli trasformazioni cui è soggetto, ormai da qualche tempo, l'intero sistema educativo italiano, ed in particolare, quello universitario, hanno fatto emergere la necessità di un'attenta, seppur ovviamente non esaustiva, riflessione su una serie di processi tuttora in fieri. E' appunto per rispondere a questo sempre più crescente bisogno di "guardarsi dentro" che è nato, incluso nella collana "Materiali Linguistici", curata dal Dipartimento di Linguistica dell'Università di Pavia, il volume che qui brevemente presentiamo. Con una premessa di Anna Giacalone Ramat, in cui sottolinea, tra l'altro, come il volume abbia "… per l'Italia un sapore di forte novità, poiché la tematica della comunicazione accademica è stata affrontata solo di striscio in pubblicazioni di interesse più pedagogico e socio-politico che linguistico" (pag.11), l'opera si avvale, oltre che dei contributi delle curatrici, anche di quelli di Augusto Carli, Roberta Piazza, Rosa Pugliese e Daniela Zorzi. Nei sette saggi che costituiscono la prima delle due sezioni in cui è diviso il volume, intitolata "La comunicazione accademica", vengono presentate le analisi linguistiche relative alle tre forme principali di comunicazione accademica: la lezione frontale, il seminario, l'esame orale. La seconda parte, più breve, è invece dedicata, in un percorso ideale di approfondimento, a "La metacomunicazione accademica", intendendo "quella comunicazione riflessiva, cioè, che parla delle proprie pratiche". L'indagine, in questo caso, è stata svolta mediante un questionario somministrato ad un gruppo di docenti e analizzando alcune guide dello studente, nonché altri questionari somministrati a studenti italiani e stranieri. L'impiego costante di materiali diversificati - questionari, interviste, documenti ufficiali, dati raccolti "sul campo"- ha garantito la realizzazione di una visione quanto più ampia possibile dell'universo comunicativo accademico oggi in Italia. Ogni saggio è inoltre arricchito da un breve summary (in inglese) in apertura e da una bibliografia di approfondimento in conclusione. Per tutti questi motivi, il volume può quindi costituire un utile strumento di studio, oltre che un'interessante lettura, anche per chi, pur non operando in ambito universitario, si trova quotidianamente immerso in una realtà, come è la scuola oggi, nella quale la comunicazione e le sue specifiche dinamiche giocano un ruolo di assoluta preponderanza. |
Gabriele Pallotti, Scrivere per comunicare, Milano, Bompiani, 1999. "(…) per imparare ad ascoltare e a parlare, almeno per le necessità legate alla sopravvivenza immediata, può anche bastare l'inserimento in situazioni comunicative quotidiane. Per imparare a leggere e a scrivere, anche solo per fronteggiare le esigenze più comuni della vita associata, è necessario invece avere appreso alcune tecniche e saperle mettere in pratica." (pag. 1). E' proprio dal riconoscimento del bisogno di un approccio formale che consenta l'acquisizione di queste tecniche, e specificamente di quelle per lo sviluppo dell'abilità linguistica dello scrivere, che nasce il volume in questione curato da Gabriele Pallotti. Destinatari dell'opera sono pertanto studenti universitari o degli anni conclusivi della scuola superiore, ma anche tutti coloro che, per ragioni professionali o per puro interesse personale, desiderano pervenire ad un'elevata competenza nella comunicazione scritta. Il volume può essere diviso in due parti abbastanza chiaramente riconoscibili. Nella prima, costituita dai capitoli 1-3, si forniscono i principi teorici dello scrivere, passando da un'analisi frasale (con approfondimenti su grammatica, morfo-sintassi, lessico, punteggiatura) ad una testuale (organizzazione logico-concettuale dei testi, tipi testuali, ecc). Il quarto capitolo funge da ponte con la seconda parte, fornendo anche una serie di esercizi pratici sulla trasformazione dei testi. Gli ultimi quattro capitoli trattano della titolazione e delle immagini nella stampa quotidiana (capitolo 5), dei testi pubblicitari (capitolo 6), della scrittura giornalistica (capitolo 7) e della scrittura accademica (capitolo 8). Il tutto viene corredato da ampie ed esaurienti esemplificazioni tratte e riportate da materiali autentici con commenti ed analisi dettagliate
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