la riflessione sul ruolo dell'insegnante e dello studente ricopre una centralità che non può essere in alcun modo sottovalutata.
Alla riflessione teorica, tuttavia, si accompagna e si lega saldamente un'analisi dei comportamenti
 
In questo frangente consideriamo l'elaborazione proposta dall'approccio comunicativo non come un punto d'approdo, ma come una fase dello sviluppo della glottodidattica cui guardare in questo inizio di secolo come punto di riferimento, pur consapevoli della presenza e validità di approcci e metodi alternativi quali la suggestopedia o contributi determinanti quali quelli offerti dalla PNL per citare solo due esempi2;, nonché della necessità di porre mano a una rielaborazione di certe realizzazioni dell'approccio comunicativo che nella prassi glottodidattica non si stanno dimostrando efficaci.
Prendendo in considerazione la situazione dell'italiano lingua straniera oggi mi pare di poter affermare che tanto il ruolo dell'allievo quanto quello dell'insegnante si misurino su due impostazioni contrastanti: quella dell'approccio comunicativo e quella degli approcci formalistici e strutturalistici. L'evoluzione dell'ultimo quarto del XX secolo ha portato a elaborare e accogliere sempre più i dettami dell'approccio comunicativo, anche se nel panorama editoriale così come nella prassi didattica dell'italiano LS si continua a notare un certo ritardo nell'affrancarsi da modelli superati, molto influenzati da un retaggio grammatical-traduttivo che in Italia ha plasmato e ancora in certa misura caratterizza l'insegnamento delle lingue straniere.
E' per questo che qui si ripropone un confronto che potrebbe sembrare superato, ma che l'esperienza nel campo dell'italiano lingua straniera mi porta a considerare ancora attuale.
Allievo quale tabula rasa da plasmare o quale soggetto da aiutare ad apprendere, nella contrapposizione formulata da Balboni3. Sono questi i due termini attorno ai quali riflettere. Nei metodi strutturalistici di ispirazione skinneriana quale l'audio-orale, gli allievi sono visti come organismi da indirizzare e guidare, attraverso delle tecniche glottodidattiche, a produrre risposte corrette. Gli allievi devono reagire rispondendo agli stimoli offerti dall'insegnante o dai materiali utilizzati e si soffermano quasi esclusivamente sulla forma, mantenendo uno scarso controllo sul contenuto e sulla comprensione dei significati, almeno nei livelli iniziali4.
Nell'approccio comunicativo l'allievo assume un ruolo completamente differente5.


Botticelli,
La Primavera,

particolare delle Grazie,
Gallerai degli Uffizi,

Firenze, 1482 circa.

  in classe da parte di questi due soggetti.
Il presente saggio intende fornire gli strumenti per approfondire la riflessione teorica, ma soprattutto mira a disegnare una griglia nella quale, sotto forma di domanda, si traducono nella pratica gli spunti teorici necessari a una prassi glottodidattica corretta.
E' forse capitato a tutti di uscire da una lezione con l'amaro in bocca, insoddisfatti di quanto è stato fatto in classe. La griglia che viene qui presentata si propone quale aiuto all'insegnante perché possa autovalutarsi, analizzare i propri comportamenti e quelli degli studenti al fine di individuare gli eventuali "errori", ciò che ha portato al fallimento totale o parziale dell'azione didattica in una determinata circostanza. Ovvio che lo stesso strumento può essere usato in positivo: al ritorno da una bella lezione, cercare di capire perché la lezione è stata bella può indubbiamente essere d'aiuto per consolidare e perpetuare certi comportamenti didattici vincenti.Il ruolo dell'allievo.
Soggetti principali della classe sono gli studenti e l'insegnante. Ci concentriamo dunque sull'analisi di questi due elementi, pur nella consapevolezza che il mosaico dell'insegnamento linguistico è costituito da una globalità di elementi che vanno dalla teoria della lingua, alla teoria dell'apprendimento, dal sillabo agli obiettivi, dal ruolo dei materiali al tipo di attività da fare in classe o a casa.1
E' partendo dall'analisi del ruolo dello studente che possiamo cercare di capire il tipo di strategie e comportamenti da attuare in classe.
Tra la fine del XIX secolo e nel corso del XX secolo si sono affermati metodi e approcci glottodidattici di vario tipo e ispirazione, in cui lo studente ha assunto ruoli differenti fino ad arrivare a una definizione del ruolo dell'allievo come viene proposto da chi si ispira all'approccio comunicativo.