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la riflessione sul ruolo dell'insegnante e dello studente ricopre una centralità che non può essere in alcun modo sottovalutata. Alla riflessione teorica, tuttavia, si accompagna e si lega saldamente un'analisi dei comportamenti |
In questo frangente consideriamo l'elaborazione proposta dall'approccio comunicativo non come un punto d'approdo, ma come una fase dello sviluppo della glottodidattica cui guardare in questo inizio di secolo come punto di riferimento, pur consapevoli della presenza e validità di approcci e metodi alternativi quali la suggestopedia o contributi determinanti quali quelli offerti dalla PNL per citare solo due esempi2;, nonché della necessità di porre mano a una rielaborazione di certe realizzazioni dell'approccio comunicativo che nella prassi glottodidattica non si stanno dimostrando efficaci. Prendendo in considerazione la situazione dell'italiano lingua straniera oggi mi pare di poter affermare che tanto il ruolo dell'allievo quanto quello dell'insegnante si misurino su due impostazioni contrastanti: quella dell'approccio comunicativo e quella degli approcci formalistici e strutturalistici. L'evoluzione dell'ultimo quarto del XX secolo ha portato a elaborare e accogliere sempre più i dettami dell'approccio comunicativo, anche se nel panorama editoriale così come nella prassi didattica dell'italiano LS si continua a notare un certo ritardo nell'affrancarsi da modelli superati, molto influenzati da un retaggio grammatical-traduttivo che in Italia ha plasmato e ancora in certa misura caratterizza l'insegnamento delle lingue straniere. E' per questo che qui si ripropone un confronto che potrebbe sembrare superato, ma che l'esperienza nel campo dell'italiano lingua straniera mi porta a considerare ancora attuale. Allievo quale tabula rasa da plasmare o quale soggetto da aiutare ad apprendere, nella contrapposizione formulata da Balboni3. Sono questi i due termini attorno ai quali riflettere. Nei metodi strutturalistici di ispirazione skinneriana quale l'audio-orale, gli allievi sono visti come organismi da indirizzare e guidare, attraverso delle tecniche glottodidattiche, a produrre risposte corrette. Gli allievi devono reagire rispondendo agli stimoli offerti dall'insegnante o dai materiali utilizzati e si soffermano quasi esclusivamente sulla forma, mantenendo uno scarso controllo sul contenuto e sulla comprensione dei significati, almeno nei livelli iniziali4. Nell'approccio comunicativo l'allievo assume un ruolo completamente differente5. |
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