![]() Michelangelo, Piazza del Campidoglio particolare, Roma, 1539. |
Paolo E. Balboni, Le microlingue scientifico-professionali, Torino, UTET Libreria, 2000. La collana di glottodidattica delle edizioni UTET, diretta da Giovanni Freddi, si è arricchita recentemente di un nuovo prestigioso saggio: Le microlingue scientifico-professionali di Paolo E. Balboni, ordinario di Didattica delle lingue straniere moderne presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, studioso e saggista di fama internazionale da anni all'avanguardia nella ricerca glottodidattica. Il libro procede, definendo il suo stesso ambito di ricerca, da una puntuale riflessione terminologica, e quindi epistemologica, sul concetto di microlingua, facendo il punto sui paradigmi concettuali che stanno all'origine delle diverse opzioni etimologiche proposte negli anni; da lingua per scopi speciali a tecnoletto, da lingua settoriale a microlingua di specialità, approdando infine alla definizione di microlingua scientifico-professionale, che non solo stabilisce l'area di ricerca, ma è alla base della struttura stessa del volume. Il libro, infatti, affronta da un lato, in una dichiarata prospettiva glottodidattica, l'analisi della natura delle microlingue come problema scientifico, attraverso le specifiche funzioni sociolinguistiche e pragmaliguistiche ed analizzando la forma microlinguistica nelle sue dimensioni di coerenza e coesione testuale, morfosintattica, fonologica ed extralinguistica. Quindi, nella seconda parte, nei capitoli dedicati alla didattica, Balboni affronta l'aspetto professionale; il ruolo delle microlingue nella scuola e nella dimensione aziendale, la progettazione curricolare e, soprattutto, la definizione del ruolo del docente e la sua formazione in un'ottica, come sostiene lo stesso autore, non solo strumentale, ma educativa dell'insegnamento microlinguistico. In una società complessa in cui la specializzazione professionale è sempre più determinante, il ruolo delle microlingue scientifico-professionali ed il loro insegnamento divengono strategici. Questo libro, rappresenta dunque uno strumento di grande utilità sia per coloro che desiderano approfondire la natura scientifica delle microlingue, che per coloro che vogliono dotarsi di strumenti metodologici al fine del loro insegnamento. Un altro saggio fondamentale di questo studioso che, con lucidità e sintesi, sa cogliere, spesso prima di altri, "cosa c'è dietro l'angolo" della ricerca scientifica glottodidattica. |
Giovanna Panico e Leonard G. Sbrocchi, L'insegnamento dell'italiano alle soglie del 2000, Ottawa. Legas, 2000. Ogni anno oltre un milione di persone nel mondo si dedicano allo studio della lingua italiana. In passato essa era considerata soprattutto la lingua dell'arte; la studiava l'erudito appassionato dei versi di Petrarca, di filologia dantesca o dell'arte rinascimentale, il melomane e il cantante lirico. Oggi l'italiano è questo e molto più di questo; è ambasciatore nel pianeta globalizzato e della new economy, del made in Italy che fa moda. Non solo Valentino o la Ferrari, ma anche la dieta mediterranea, la canzone (si pensi, piaccia o meno, all'enorme successo di Bocelli), il linguaggio pubblicitario e lo sport. L'Italia non è più un paese che esporta emigranti, ma vive oggi il fenomeno inverso, e l'italiano è sempre più richiesto nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e nell'area balcanica. Lingua straniera, lingua seconda, lingua etnica in alcune aree del mondo, lingua settoriale, microlingua scientifico-professionale, l'italiano del nuovo millennio non è più insomma una lingua "inutile." Ci troviamo quindi di fronte ad una richiesta di insegnamento articolata, che rispecchia le tante realtà che oggi la nostra lingua rappresenta. Si impongono dunque una profonda riflessione glottodidattica ed una specifica formazione professionale dei docenti che in Italia e nel mondo operano nel settore. L'insegnamento dell'italiano alle soglie del 2000, a cura di G. Panico e L. Sbrocchi, per le edizioni Legas, raccoglie una serie di saggi di illustri studiosi che da un lato presentano utili contributi teorico-pratici per la riflessione sulla metodologia glottodidattica (vedi tra gli altri i saggi
di Balboni, Danesi, Titone, Mollica) e dall'altro contribuiscono a tracciare
i nuovi confini storico-culturali entro i quali collocare oggi l'insegnamento
dell'italiano (vedi ad esempio i contributi di Balboni, Oli, De Mauro, Loriggio).
Una raccolta di saggi agile ed interessante, utile per il buon insegnante,
che non è colui che applica un buon metodo, ma colui che riflette
costantemente sul proprio operato. |