![]() |
invece è solo la fotografia di una realtà che risulta sempre più evidente a chi si muove nelle varie situazioni internazionali di insegnamento dell'italiano: | a.
il Ministero degli Esteri ha due Direzioni Generali che si occupano dell'italiano,
una curandosi degli emigrati attraverso i fondi della legge 153, l'altra
curandosi della diffusione della cultura attraverso gli appositi Istituti
Italiani di Cultura; queste due strutture non si coordinano, investono risorse
umane e finanziare ed operative in maniera non sinergica - e i risultati
li conosciamo tutti!
|
|
|
a. gli italianisti sono profondamente divisi: i lettori universitari
ignorano i loro colleghi delle scuole superiori; i docenti di madrelingua
italiana ignorano i loro colleghi di madrelingua straniera; quelli di ruolo
ignorano i precari ed entrambi ignorano "quelli della Dante" -
e viceversa, in tutti questi casi e in molti altri che potremmo elencare
b. questa reciproca indifferenza li unisce in una sorta di cupio dissolvi, un desiderio vittimistico di morire isolati, ciascuno donchisciottescamente intento a difendere il proprio rachitico orticello, a rubare l'acqua (cioè gli studenti, i fondi ministeriali, i favori del potente locale, del preside di facoltà, dell'associazione immigrati…) all'orticello del vicino e così, uniti solo dalla divisione, l'unica strada possibile è l'estinzione. |
b. Il Ministero
della Pubblica Istruzione
ha una apposita Direzione
Generale, che si occupa di interventi presso gli altri sistemi scolastici
in cui si studia italiano. … e prosegue in tutta la penisola |
||

|
Tiziano,
Amor Sacro e Profano, particolare, Galleria Borghese, Rome, 1514 |
La divisione nasce a Roma
Certo gli italianisti (per fortuna non tutti!) sparsi nel mondo hanno le loro responsabilità in questa indifferenza reciproca. Ma la colpa di fondo non è loro. L'esempio perverso viene anzitutto da Roma: |
dalla prossima legislatura
con il MPI) trasforma la competizione, che va regolata e guidata, in un
far west dell'italiano. |
|