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Nell'insegnamento dell'inglese - lingua che i nostri studenti hanno
quasi sempre studiato prima di avvicinarsi all'italiano - è
una tradizione, nell'italiano sembra che il gioco faccia perdere serietà
all'insegnamento!
In questo articolo trattiamo del gioco nell'insegnamento precoce,
ma torneremo presto sul gioco anche per gli adulti. |
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non avrà alcuna difficoltà a ricordare e utilizzare parole
che riguardano la scuola, la famiglia, gli amici, il gioco, mentre invece
farà fatica a interiorizzare strutture, formule, parole che non
fanno parte
della sua esperienza.
Ora, l'esperienza più forte, continuativa, totalizzante della vita
del bambino è il gioco.
Nell'infanzia non si verifica apprendimento consapevole perché
i bambini imparano giocando: sono coinvolti interamente nel gioco e non
si rendono conto di imparare. L'insegnante deve identificarsi con loro
e assumere in questi casi il ruolo di "animatore". In questo
modo l'apprendimento avviene per immersione nel gioco, in quanto per partecipare
i bambini devono parlare in lingua straniera, cioè la lingua usata
dall'insegnante.
Inoltre, il gioco favorisce un positivo intreccio di funzioni cognitive,
sociali e creative, in quanto consente al bambino di trasformare la realtà
secondo le sue esigenze interiori, di realizzare le sue potenzialità
e di rivelarsi a se stesso e agli altri in una molteplicità di
aspetti, di desideri e di funzioni. Giocare insieme significa per i bambini
relazione e confrontarsi con i compagni, misurarsi con le interferenze
degli altri, significa anche indirizzare le manifestazioni egocentriche
e aggressive verso il rispetto della "regola" e delle "regole"
che ne favoriscono il controllo; di conseguenza significa "apprendere
il vivere sociale".
Tuttavia, vista
la facile stancabilità dei bambini ed il rapido cambiamento del
loro centro di interessi, è opportuno non attenersi ad un solo
modello di proposta, ma creare situazioni diverse secondo lo schema più
efficace: filastrocche, canzoni, giochi di movimento, giochi di sfida
In questo moto si mantiene alta la motivazione e l'apprendimento ne viene
favorito2.
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Struttura e distribuzione
degli interventi
Trattando specialmente con allievi molto giovani, è preferibile
- se possibile! - pianificare gli interventi dedicati all'italiano all'inizio
della mattinata, specialmente quando si tratta di attività ludiche
che richiedono molta concentrazione; in questa maniera è più
facile stimolare e tenere alta la motivazione indispensabile per il buon
esito dell'intervento.
La durata deve essere limitata, massimo un'ora con bambini già
grandi (10 anni), massimo 15-20 minuti con i bambini più piccoli,
è preferibile infatti che restino vivi la curiosità e il
desiderio di imparare per gli incontri successivi.
I giochi di gruppo non dovrebbero superare il numero di 10
partecipanti, se è possibile, perché in questa maniera si
favorisce la partecipazione attiva di tutti alla conversazione e agli
scambi che subentreranno.
Per quanto riguarda il contesto di apprendimento, sarebbe auspicabile
poter disporre di uno spazio adatto al gioco, sia all'aperto, sia all'interno,
dove i bambini si possano sentire liberi e sereni, facilitando così
la concentrazione e il dépaysement.
L'insegnante deve evitare che un bambino si metta in mostra per le sue
abilità innate o per le sue esperienze in lingua straniera pregresse.
Tutti devono sentirsi trattati allo stesso modo.
Dal punto di vista contenutistico, è meglio non insegnare troppe
parole o strutture nuove in una volta sola. In ogni incontro è
bene limitare l'apprendimento a pochi elementi del vocabolario e a una
sola struttura sintattica.
Alcuni esempi
Ma come muove da queste considerazioni teoriche alla pratica operativa?
Nei riquadri in queste pagine offriamo alcuni esempi sperimentati nell'insegnamento
delle lingue straniere in scuole del nord-est d'Italia.

NOTE
1Si vedano, per approfondimenti, i saggi di Cumminis, Danesi, Job e Titone in AA.VV., Educazione bilingue, Perugia, Guerra 1996 (nuova edizione 1999); sull'insegnamento molto precoce, nella scuola materna, si vedano i saggi di Balboni, Coonan e Ricci Garotti in un volume di autori vari in corso di stampa sempre presso l'editore Guerra dal titolo La lingua straniera nella scuola materna.
2Un testo fondamentale per approfondire questi concetti è G. Freddi, Azasione, gioco, lingua, Padova, Liviana, 1990. Cfs. anche i saggi di Coonan e Ricci Garotti citati alla nota 1 |