Perché gli fa bene alla salute (mentale) e perché si può insegnare senza torturare…
Iniziamo con un cenno alle motivazioni per lo studio precoce. Molti studiosi suggeriscono di iniziare l'insegnamento della lingua straniera fin dall'infanzia ed effettivamente molti bambini, anche della scuola materna
Michelangelo, David,
particolare, Accademia,
Firenze, 1501-1504.

sono in grado di imparare a memoria filastrocche in italiano accompagnate da mimica o recitazione, a rispondere a istruzioni e a compiere le azioni che vengono indicate in italiano. Si tratta solo
in apparenza di comportamento "linguistico", in quanto non implica un uso reale della lingua. Capire e parlare una lingua straniera, come tutti sanno, è qualcosa di più: è un processo complesso che conduce all'acquisizione di una padronanza tale della lingua da potersene servire come sistema di comunicazione completo.

Perché l'italiano a bambini così piccoli?
Ma l'insegnamento della lingua italiana nell'infanzia è solo il primo passo di un percorso più complesso: perché pretendere tutto e subito? Comunque, ci sono prove sufficienti convalidate dalla ricerca e dalla esperienza didattica che, sebbene solo in alcune abilità e in alcune funzioni, i bambini possono conseguire risultati mai raggiunti da altre fasce di età. Nel campo del ritmo e della pronuncia in particolare i bambini possono crearsi una solida base che li aiuterà ad usare la lingua italiana per tutta la vita. A favore di un apprendimento precoce valgono anche considerazioni di tipo non linguistico ma psico-pedagogico; numerose ricerche hanno dimostrato che i bambini bilingui possono superare quelli monolingui nel comportamento verbale e non verbale. La conoscenza di una lingua straniera può influenzare lo sviluppo delle strutture intellettive:

 

 


sul piano cognitivo, infatti, la conoscenza di due sistemi linguistici dà al bambino flessibilità mentale, maggiori capacità di concettualizzazione e maggiori abilità mentali.
Inoltre, i bambini che apprendono precocemente una lingua straniera possono capire meglio la loro lingua materna, giacché si rendono conto che è un "codice", un sistema di suoni e di simboli con il quale operare liberamente.
Le loro prospettive culturali sono più ampie perché superano il pregiudizio che la loro lingua sia la sola a corrispondere alla realtà e quindi l'unica al mondo insieme alle tradizioni culturali. La familiarità con una o più lingue straniere e con il mondo di cui sono espressione favorisce la formazione personologica dell'individuo nella prospettiva interculturale, mettendo le basi per una relativizzazione del sapere preziosa per lo sviluppo successivo della persona1.

Perché il gioco
Il primo compito per chi si accinge a introdurre l'insegnamento della lingua straniera presso dei bambini è quello di sviluppare e concretizzare una motivazione per accettare l'introduzione del nuovo codice. Questo processo motivazionale avrà tanto più successo quanto più si ancorerà al vissuto del bambino, vale a dire si rifarà all'insieme di concetti e strutture concettuali da lui già posseduti nella propria lingua materna.
Sicuramente il bambino
 
  In.IT intende dedicare su ogni numero qualche pagina all'insegnamento ai bambini. E' infatti uno dei settori trascurati, quasi che solo gli adulti si interessassero all'italiano!
In realtà ci sono bambini, molti bambini, che studiano la nostra lingua - e sono sia discendenti di italiani, sia bambini che partecipano ai progetti pilota di molti stati europei, dove l'insegnamento precoce delle lingue è sempre più diffuso.