che non porti con sé qualche novità, qualche cambiamento per gli insegnanti d'italiano come lingua straniera. In certa misura ritengo auspicabile un cambiamento anche di mentalità:
 


didattico del sillabo del lessico, ma nella pratica sono rari, e non solo nell'ambito della didattica dell'italiano, gli esempi compiuti di testi che applichino questi dettami. Il carattere sintetico di questo lavoro non consente una trattazione approfondita dei "razionali" alla base di quanto viene proposto, pur accennando a diversi concetti metodologici.1
Segreti e trappole della copertina
Prendiamo i corsi di lingua o manuali o metodi per l'insegnamento dell'italiano e più in particolare partiamo dall'analisi della copertina, primo importantissimo contatto con il testo. Vi sono certi termini che compaiono molto spesso sulle copertine dei corsi d'italiano: comunicativo, grammatica, multimediale, civiltà… Ognuna di queste parole racchiude in sé una pluralità di concetti al punto da renderla non immediatamente comprensibile. Multimediale: significa che il testo è corredato da una cassetta audio, da un video, oppure che c'è anche un cd-rom e magari applicazioni in rete? Grammatica: è una grammatica di riferimento? O semplicemente l'autore vuol dire che la grammatica è particolarmente importante al punto da sentire la necessità di porre in copertina il termine, magari a fianco o in prossimità di un'altra parola chiave: corso di lingua? E poi quale grammatica? E' difficile per autore e editore sottrarsi al desiderio (a volte necessità) di caratterizzare subito il proprio testo, fin dal primo contatto visivo con il possibile utente. Ciò non è di per sé negativo, anzi; ma sicuramente non può essere considerato sufficiente, né da parte di chi crea l'opera, né da parte di coloro che l'avvicinano per la prima volta. Un termine, come detto, può racchiudere tanti significati: comunicativo per qualcuno può trasmettere la volontà di sviluppare la comunicazione orale, per altri implica che le attività propongono, quando è possibile, situazioni realmente comunicative, in senso etimologico (comunicare = mettere in comune) e quindi si basano sul cosiddetto information gap. Ad altri ancora la semplice vista del termine comunicativo fa venire alla mente tutta una serie di concetti ispirati dall'ormai trentennale esperienza dell'approccio comunicativo. Insomma il rischio è trovarsi di fronte a un'infinità di madelaine, di termini evocativi, spesso suggestivi, ma proprio per questo

Menade
particolare bassorilievo
marmo rosso antico,il secolo d.C. Roma

  uno dei luoghi comuni più resistenti che sempre aleggia quando si parla con insegnanti d'italiano LS teorizza che il panorama editoriale non offre moltistrumenti per la didattica della nostra lingua a stranieri.
Se questa è stata la realtà per un lungo periodo, da alcuni anni credo che la situazione si sia modificata, anche se, naturalmente, la riflessione in merito deve essere condotta all'insegna di un sano relativismo: se prendiamo come punto di riferimento l'offerta editoriale dell'inglese LS, le possibilità di scelta dell'insegnante d'italiano appaiono ben poco significative. Tuttavia il mercato dell'italiano LS si è indubbiamente arricchito nel corso degli anni '90 grazie a numerose nuove proposte di editori italiani e stranieri. E non solo da un punto di vista quantitativo. Per questo ritengo sia necessario che gli insegnanti possano disporre di strumenti pratici per la valutazione delle proposte editoriali presenti oggi sul mercato. Obiettivo di questo saggio è appunto fornire una griglia valutativa ragionata, di facile utilizzo. Le riflessioni si basano su un tentativo di sintesi tra quanto è già realtà, cioè quanto i manuali di lingua già offrono sia per la

 
la didattica dell'italiano che di altre lingue europee, e gli sviluppi possibili del prossimo futuro. Sono infatti diversi gli ambiti individuati dai metodologi che ancora attendono di essere tradotti in pratica didattica attraverso manuali che recepiscano le tendenze innovative. Valga un esempio per tutti, il lessico: da anni la riflessione teorica ha posto l'accento sulla necessità di uno sviluppo