Gianfranco Porcelli e Roberto Dolci, Multimedialità e insegnamenti linguistici, Torino, UTET Libreria, 1999

Aula multimediale e insegnamento ed apprendimento in rete non sono più frontiere futuristiche nella didattica delle lingue. La tecnologia è oggi al centro di numerosi progetti educativi ed è uno strumento imprescindibile di formazione ed autoformazione. È dunque importante che i docenti si approprino di nuove conoscenze, sia per utilizzare con cognizione di causa i software disponibili, sia per diventare, autori potenziali di materiale didattico multimediale. Il lavoro di équipe tra esperti di tecnologie e glottodidatti diviene oggi fondamentale per sfruttare al massimo le grandi risorse che lo strumento multimediale offre. Dalla fruttuosa collaborazione tra Gianfranco Porcelli, figura di primo piano della glottodidattica italiana ed internazionale e Roberto Dolci, tra i maggiori esperti di glottotecnologie, nasce Multimedialità ed insegnamenti linguistici, edito dalla UTET, nella collana di glottodidattica diretta da Giovanni Freddi. Il libro costituisce uno strumento utilissimo per cogliere a fondo le problematiche inerenti alla multimedialità ed alla ipermedialità in una corretta impostazione metodologica e pedagogica. Riflessione centrale nel saggio di Porcelli e Dolci è l'inserimento del potente supporto tecnologico in un quadro pedagogico che consideri l'apprendimento come esperienza globale, nelle sue componenti cognitive, umanistico-affettive e psicomotorie, in un percorso didattico in cui la centralità è sempre costituita dal discente e dai suoi bisogni. Il libro, inoltre, aiuta a comprendere come il computer non sia solo uno strumento in più, per quanto potente, ma costituisca un linguaggio nuovo, in grado di veicolare nuovi contenuti didattici e di influenzare profondamente i processi di insegnamento e apprendimento linguistico. Multimedialità ed insegnamenti linguistici costituisce un'occasione veramente importante di lettura per tutti coloro che desiderino approfondire le loro competenze didattico-metodologiche nell'uso delle glottotecnologie. È utile per coloro che già dialogano con una certa autosufficienza con il computer, ma che si chiedono come integrare il supporto tecnologico nei percorsi didattici, ed è utile per didatti esperti, decisi ad abbandonare atteggiamenti "apocalittici" per avvicinarsi alla nuova sfida tecnologica ed al nuovo ruolo del docente.
 
Andrea de Benedetti e Fabia Gatti, Routine e rituali nella comunicazione, Milano, Paravia, 1999

Nella comunicazione quotidiana, intesa nelle sue componenti sociopragmatica e funzionale dell'interazione conversazionale, si ricorre spesso a formule fisse, locuzioni cristallizzate, modi di dire, routines e rituali linguistici, i quali costituiscono un patrimonio lessicale fondamentale per interagire all'interno di una determinata comunità linguistica. Si tratta di combinazioni di morfemi già date al parlante e che dunque esistono già nella lingua, assumibili come morfemi singoli (Martinet li definiva sintemi). In quanto sintagmi cristallizzati, essi non sono prodotti in base ad una libera scelta del parlante, ma si danno in base a delle regole d'uso di una determinata comunità linguistica. Di conseguenza essi sono raramente oggetto di studio in corsi incentrati più sulle strutture morfosintattiche, e quindi sull'analisi, che sugli aspetti d'uso della lingua. Proprio alla luce di questa considerazione, apprezziamo il taglio pragmatico che gli autori hanno dato a Routine e rituali nella comunicazione. Il libro analizza le forme ritualizzate della lingua italiana ed il loro contesto d'uso fornendo un valido strumento didattico sia per le proposte di lavoro destinate ad attività in classe, che stimolano i discenti a riflettere sull'uso funzionale della lingua in determinati contesti comunicativi, sia per le attività rivolte agli insegnanti, che aiutano induttivamente a prendere contatto con la didattica in un modo nuovo e stimolante. Il libro di Andrea de Benedetti e Fabia Gatti, coerente all'impostazione di fondo della collana diretta da Carla Marello, dedicata all'italiano come lingua straniera ed alla formazione degli insegnanti, si pone in un'ottica interamente rivolta alla didassi quotidiana incentrata sugli aspetti comunicativi della lingua e rappresenta un contributo utile anche alla riflessione interculturale, in quanto presentare determinati comportamenti linguistici in relazione a determinate coordinate sociali, aiuta a riflettere sulla lingua intesa, citando Freddi, come il precipitato della cultura di un popolo. Un bel libro da regalare a tutti coloro che interpretano l'insegnamento delle lingue come mera applicazione di regole date in base a normative prescrittive della lingua.



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