Infatti pretendere che lo studente senza qualche aiuto metta in bocca ai personaggi degli affreschi delle battute "giuste" significa accettare che lo studente faccia dire delle battute riciclate da dialoghi dei manuali e (mal) adattate allo scopo10. D'altra parte può anche accadere che metta pezzi del racconto che ha letto in bocca ai personaggi, riportandoli pari pari, senza fare il passaggio al discorso diretto. Questo ci deve far riflettere sulla complessità del compito che chiediamo quando vogliamo che i nostri allievi facciano parlare i personaggi affrescati. Perciò la prima volta conviene adottare la tecnica che si adotta con il cloze facilitato. Confezioneremo noi stessi delle battute, le mescoleremo e chiederemo agli allievi di attribuirle al giusto personaggio. Con allievi di livello avanzato potremo avventurarci a confezionare battute con registri diversi: battute in un italiano popolare per i servi, battute in italiano raffinato per le dame e i cavalieri. Nella correzione dell'esercizio consistente nell'attribuire a ciascun personaggio le sue battute di dialogo chiederemo di riportare il pezzo di testo narrativo-esplicativo grazie al quale hanno individuato chi diceva che cosa. Questo ci permetterà di fare delle riflessioni sul passaggio dal discorso in cui qualcuno (uno solo, di solito) narra, al fumetto in cui più persone dialogano: si devono cambiare i tempi (passaggio da tempi passati al presente), anafore e proforme per adeguare agli allocutivi e ai deittici11.

4. Per guardare con occhi stranieri Un'osservazione in chiusura sull'utilità di prendere come testi di supporto anche guide straniere dell'Italia: aiutano a capire quali sono le informazioni enciclopediche che è importante fornire ad uno straniero (piante e fiori per noi comuni, ma assenti nel paese di provenienza degli allievi, elementi di cultura romana che noi abbiamo imparato da piccoli e diamo per scontati, ma che altre comunità non ritengono parte integrante di un programma scolastico, le proporzioni smisurate dei santi in confronto a quelle dei committenti se raffigurati, ecc.). Trattandosi poi di vite di santi affiancare una voce di enciclopedia sicuramente non cattolica aiuta a sceverare la leggenda popolare dai possibili fondamenti
storici del personaggio e aiuta anche a capire se il santo o la santa sono (erano) noti nel paese da cui provengono i nostri studenti.


NOTE


-2 Per una didattica del "lessico associato al tipo testuale" diverso dal lessico specifico legato all'argomento disciplinare di cui si scrive, si veda Beltramo 2000.
-3 Iacopo da Varazze morì nel 1298. La sua opera in latino fu presto tradotta in tutti i volgari. Volendo citare da una traduzione italiana moderna, consigliamo quella a cura di Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone stampata da Einaudi.
-4 E' proprio su questi particolari che gli affreschi più alla buona si sbizzarriscono. Osserva l'Encyclopaedia Britannica sotto la voce Saint Catherine of Alexandria "She is not mentioned before the 9th century, and her historicity is doubtful. (…) The spiked wheel (whence the term catherine wheel) by which she was sentenced to be killed broke, and she was then beheaded".
-5 Anzi a questo proposito nelle classi formate da allievi europei o nordamericani talvolta si innesta anche una vis polemica animalista, per nulla supportata dalla documentazione pittorica. Raccomandate sempre agli allievi di raccontare ciò che l'affresco rappresenta, anche se inevitabilmente racconteranno ciò che rappresenta per loro.
 


-6 Questo accade soprattutto con gli allievi che hanno ricevuto in lettura i brani della Legenda aurea, dove si sottolinea che l'imperatore è colpito dalla sua sapienza e dalla sua bellezza e le propone anche di diventare "la seconda donna del palazzo", ma non hanno letto i brani che riportano le disquisizioni teologiche di Caterina.
-7 Certo potete far parlare i mosaici o le predelle delle pale di altare, se preferite; richiede anche da parte vostra un maggior approfondimento di conoscenze di storia dell'arte. I mosaici di solito rappresentano una varietà minore di storie e le predelle più "narrative" vertono su episodi poco conosciuti che i vostri allievi non potranno facilmente esportare ad altre opere d'arte.
-8 Pippke-Pallhuber 1995, pp.297-298 Ecco come il brano è stato tradotto in italiano dalla studentessa Tovoli: "Si tratta dell'enorme scenario intorno ad una Fonte della Giovinezza, dipinta circa nel 1440, e pensata come immagine dell'ideale di sensualità della sua epoca (in contrasto con i dipinti di fronte rappresentanti l'ideale della virtù): l'eterna giovinezza. L'affresco è meno artistico rispetto alla galleria degli eroi, ma certamente rilevanti sono la composizione assai originale e l'acutezza nell'osservazione dei dettagli, e il grande umorismo. Una schiera di anziani avanza per tutta la metà sinistra della parete attraversando un ampio paesaggio con prati, rocce e gruppi di alberi: nobili, uomini di chiesa, re e principesse spinti su carri, sfiniti e ricurvi sul dorso dei cavalli, trascinati in grandi carrozze raggiungono faticosamente la Fonte della Giovinezza situata al centro della parete, una fantastica costruzione gotica sopra una vasca significativamente coronata dalla figura di Cupido. I vecchi, che riescono a stento a liberarsi dalle loro vesti e si aiutano reciprocamente sul bordo della fontana, in acqua si trasformano nuovamente in avvenenti adolescenti e distinte fanciulle. Risaliti dalla fonte sono avvolti di nuovo dai servitori in sfarzose vesti, e come è naturale che accada, con la giovinezza ritorna anche l'entusiasmo per l'altro sesso. Inizia subito la consueta atmosfera cortigiana delle battute di caccia, accompagnata da un corteo di suonatori a cavallo. Si può supporre che l'ironia della rappresentazione risiedesse tutta nell'opinione del committente sui nobili: in definitiva sono essi stessi che qui, anziani e malaticci vengono condotti alla fonte, dove privi dell'aiuto dei servitori non riescono nemmeno a scendere da cavallo, e cadono in acqua come orribili vecchi, dall'altra parte poi, giovani e rifioriti, rivestiti con farsetti da bellimbusti, non hanno in mente nient'altro che le loro occupazioni preferite, e cioè, durante la caccia nel bosco, insidiare le dame piuttosto che la selvaggina. Persino l'uomo di chiesa ringiovanito, con due falchi sul braccio, ha occhi soltanto per una graziosa signorina burgunda. Fra gli zoccoli dei cavalli solo un cane, che da la caccia ad un uccello impaurito, salva le apparenze dell'evento".
-9 Si può fare un esercizio di vero/falso o di scelta multipla. Ad esempio, mostrando il ciclo di Santa Caterina si chiede di segnare le due affermazioni giuste fra queste sei: E' un ciclo d'affreschi che rappresenta la storia di Tristano e Isotta. E' un ciclo di affreschi che si trova in una sala del Palazzo del Comune di una città toscana. E' un ciclo di affreschi che si trova in una cappella. E' del Rinascimento. E' del periodo barocco. E' di un seguace di Giotto.
-10 Caterina che dice all'imperatore "Non uccidere il povero agnello, non ti ha fatto niente" o il sapiente nelle fiamme che dice "Mi sono scottato".
-11 Sulla molteplicità delle forme a disposizione del parlante italiano per riprodurre o rappresentare un discorso, si veda il bel saggio di Emilia Calaresu (Calaresu 1998)





BIBLIOGRAFIA


M. Beltramo Abilità di scrittura, Paravia Scriptorium, Torino 2000 E. Calaresu "Le trappole interne alla dicotomia discorso diretto/discorso indiretto", in "Orientamenti pedagogici" 45, 1998, pp. 869-886 W. Pippke - Ida Pallhuber, DuMont Kunst-Reiseführer Piemont und Aosta-Tal. Begegnungen italienischer und französischer Kunst im Königreich der Savoyer, DuMont, Köln 1995 Iacopo da Varazze "Legenda aurea", a cura di Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone Einaudi, Torino 1996

Anforetta di bucchero,
con abecedario etrusco inciso attorno al collo e sul ventre.
Da Formello (Roma), 630 a.C., Museo Nazionale di Villa Giulia.