e.
perché attraverso storie e favole è possibile presentare la lingua da far comprendere e apprendere agli allievi in un contesto ricco e significativo, autentico e reale, e nello stesso tempo accessibile ai bambini e ad allievi con limitate conoscenze linguistiche: questo grazie ad alcune delle caratteristiche di questo tipo di testi, che sono ricchi di frasi e strutture linguistiche ripetute, di parole-chiave, di formule e frasi stereotipate, facilmente comprensibili da parte degli allievi; la ripetizione nella storia di alcune strutture, inoltre, permette ai bambini di memorizzarle naturalmente; tra l'altro, i bambini amano ascoltare più volte le stesse storie, e questo permette di esporli a lungo alle strutture linguistiche che devono essere acquisite o rinforzate; ancora, al di là della versione originale, nella struttura e nella trama delle storie e delle favole è possibile per l'insegnante rintracciare o inserire praticamente qualsiasi struttura linguistica, funzione, campo lessicale, ai quali voglia esporre, o sui quali voglia far esercitare, gli allievi;

f. perché ascoltare o raccontare storie e favole sono attività naturalmente interattive, sociali, coinvolgenti: lavorare con le storie permette, a differenza di attività spesso individuali quali leggere o scrivere proposte dalla scuola, di coinvolgere l'intera classe in un'esperienza sociale condivisa, di sviluppare un clima sociale utile per l'apprendimento linguistico, di sviluppare le abilità di comunicazione;

g. perché le storie e le favole possono essere il punto di partenza per un'ampia gamma di attività linguistiche che, partendo da un elemento della storia, da una sua caratteristica, può coinvolgere tutte le abilità linguistiche e può toccare tutte le funzioni della lingua;

h. perché le storie tradizionali, le favole e le fiabe da una parte permettono di veicolare in modo naturale importanti elementi culturali, dall'altra forniscono valori e spunti di riflessione che danno la possibilità di dare una valenza educativa all'insegnamento linguistico, al di là della valenza strumentale che caratterizza di solito l'approccio ad una lingua straniera.
Insegnare una lingua utilizzando storie e favole non significa semplicemente raccontare storie per divertire i bambini, ma presuppone la conoscenza e 'applicazione di una metodologia specifica: qui ci limitiamo a dare solo alcune semplici indicazioni generali che possono essere utili
 

per un insegnante per pianificare un percorso basato su questo tipo di testi:
1. prima di proporre una storia agli allievi è fondamentale che l'insegnante si ponga alcune domande: perché ha scelto questa storia?
Ha ben chiari gli obiettivilinguistici che

vuole raggiungere tramite questa storia? È in grado di collegare la storia al curricolo linguistico, scolastico, previsto per gli allievi, al di là del divertimento o del coinvolgimento che può suscitare tramite questa attività in classe?
2. In genere il primo approccio con una storia è fatto da una sequenza di attività di ascolto della storia stessa: durante questa fase gli allievi non devono avere un comportamento di ascolto passivo, ma un atteggiamento attivo, devono essere impegnati in compiti diversi: ogni ascolto va caratterizzato da un compito nuovo, da un nuovo elemento da comprendere, da un nuovo tassello da aggiungere alla comprensione globale dell'evento linguistico; l'importante è segmentare il lavoro di comprensione globale in una serie di compiti semplici, alla portata dei bambini;
3. La comprensione orale della storia, sia essa raccontata dall'insegnante, letta a voce alta o ascoltata da un'audiocassetta, va aiutata ed integrata da una serie di stimoli e sussidi: immagini, disegni, oggetti, gesti, suoni e rumori devono fare parte integrante della storia;
4. Vanno accuratamente previste e programmate anche le attività che seguiranno l'ascolto della storia, attività che vanno finalizzate alla memorizzazione e all'esercitazione di alcune strutture linguistiche presentate nella storia, all'utilizzo della lingua proposta nella storia in diverse situazioni, alla riflessione su alcuni aspetti linguistici, situazionali, culturali veicolati dalla storia.




Medaglione
di una coppa antica (530-500 a.C.). Da una tomba etrusca di Pontecagnano (Museo Nazionale dell' Agro Picantino).