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nella loro madrelingua e possiedono un grande patrimonio di conoscenze sulle
storie e sulle favole che fanno parte della loro tradizione culturale: lavorare
sulle storie e con le storie può essere uno dei modi privilegiati di affrontare
l'insegnamento di una lingua straniera con bambini e con studenti molto
giovani. Vediamo di seguito, attraverso una serie di osservazioni generali,
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di comunicazione e interazione e alle funzioni personale e interpersonale
della lingua: dialoghi, lettere, conversazioni telefoniche, diari.
Tutto questo spesso è a scapito di funzioni linguistiche quali quella
poetico-immaginativa, e quindi dei testi che la realizzano: storie, favole,
narrazioni, poesie, che tanta parte hanno nella vita e nell'esperienza
dei discenti più giovani;
d. perché il fatto che i bambini abbiano familiarità con il genere
testuale storia o favola è molto importante per favorire i processi di
comprensione linguistica. Nella comunicazione quotidiana infatti l'ascolto
è l'abilità che, in percentuale, viene più spesso utilizzata, con un'incidenza
di circa il 45%; la comprensione orale è alla base di una reale competenza
in lingua straniera e presuppone non solo una conoscenza linguistica,
delle parole e delle frasi da comprendere, ma anche un insieme molto complesso
di processi cognitivi, e una conoscenza del mondo, intesa come la comprensione
dei dati situazionali e culturali che permettono di integrare e facilitare
la comprensione di un testo. Comprendere un testo significa innanzitutto
attivare la Expectancy Grammar, o Grammatica dell'Attesa, che è un processo
che permette di costruire un'ipotesi circa la natura e il contenuto del
messaggio che si sta ricevendo, ipotesi costruita sulla base dell'argomento,
di ciò che è già noto del testo, che si è già compreso di esso, di ciò
che sta intorno al testo e lo completa, come per esempio il tono della
voce o i ruoli dei locutori, di quelle che possiamo definire "parole-chiave";
stabilita questa ipotesi, l'ascoltatore va a verificare, nel testo che
sta continuando ad ascoltare, se essa è giusta, mettendo in atto precise
strategie di aggiustamento delle ipotesi, fino a sceglierne una che sia
coerente con tutti gli elementi del messaggio che possiede. Ecco allora
che essere esposti a testi completi, coesi e coerenti come le favole e
le storie, dei quali si è in grado di riconoscere la struttura, ricchi
di ripetizioni e di parole-chiave quali per esempio "C'era una volta",
permette di esercitare e sviluppare l'abilità di comprensione linguistica
e di imparare ad anticipare, prevedere quanto succede in seguito nella
storia;

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perché
insegnare una lingua a bambini utilizzando storie, fiabe e favole:
a. perché i bambini conoscono le favole fin dalla prima infanzia,
le amano, amano ascoltarle, raccontarle, manipolarle. Utilizzare le
storie nell'insegnamento linguistico quindi può stimolare il coinvolgimento
emotivo degli allievi attraverso un tipo di testo che ha una forte
valenza affettiva e un grande potere motivante, può aiutare a sviluppare
un atteggiamento positivo verso l'apprendimento di una lingua straniera,
può creare il desiderio di continuare lo studio della lingua;
b. perché per i bambini ascoltare e raccontare storie e favole
è un'esperienza autentica e reale, non solo un'attività scolastica,
o una situazione verosimile riprodotta in modo più o meno realistico
in classe: in questo modo è possibile collegare in modo naturale e
coinvolgente la lingua straniera da imparare alla vita e all'esperienza
reale degli allievi;
c. perché se l'insegnamento di una lingua straniera deve sempre
essere connesso alla vita reale, non si può ignorare che per i bambini
"realtà" significa anche utilizzare la fantasia, l'immaginazione,
la creatività: identificarsi con i personaggi di una storia, interpretare
il testo, le illustrazioni, quello che sta intorno al testo, immaginare
una diversa conclusione della storia, sono esperienze reali e naturali
che sviluppano nello stesso tempo le potenzialità creative e linguistiche.
Una delle conseguenze negative della diffusione dell'approccio comunicativo
nell'insegnamento delle lingue è la priorità data ai tipi di testo
più direttamente collegabili alle abilità linguistiche |
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